Sos pelle: dopo il sole controlli per l'aridità e le macchie. La dermatologa Sordi dell'Idi: retinolo e vitamina C

Sos pelle: dopo il sole controlli per l'aridità e le macchie. La dermatologa Sordi dell'Idi: retinolo e vitamina C
di Barbara Di Chiara
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Giovedì 15 Settembre 2022, 06:00 - Ultimo aggiornamento: 08:13

Ancora ambrata sì, ma secca, screpolata, macchiata dal sole.

Ritratto di una pelle al rientro dalle vacanze. Cosa fare? «A settembre c’è sempre un afflusso importante di pazienti alle prese con pelle secca e con quelle che io chiamo “macchie S” – spiega Donatella Sordi, dermatologa dell’Istituto Dermopatico dell’Immacolata (Idi-Irccs) di Roma – ossia macchie solari, ma anche senili, perché compaiono in genere dopo i 40, salvo ci sia una predisposizione o si assumano particolari farmaci. Sono nelle zone più fotoesposte, quindi viso, dorso delle mani, décolleté e spalle. Si differenziano da altri tipi di macchie perché hanno la classica forma a “spot”».

LA PROGRESSIONE

«Per eliminarle – aggiunge la dermatologa – si può intervenire in modo progressivo: dall’uso in crema del semplice ed efficacissimo retinolo (vitamina A), la molecola “regina” dell’anti-ageing, che ha un effetto depigmentante, alla vitamina C, che adesso si impiega tantissimo sotto forma di sieri leggeri e acquosi con alto potere antiossidante. Vitamine A e C, anche insieme, rendono la pelle più uniforme e agiscono stimolando la sintesi del collagene». Se le creme a base di vitamine non funzionano a dovere, «si può alzare l’asticella, con peeling a base di alfa-idrossiacidi (acido glicolico, piruvico, malico, anche in associazione) che riducono lo spessore della pelle e in questo modo la “smacchiano”». Ultima spiaggia, la laserterapia. «Abbiamo tantissimi laser efficaci, con un costo a seduta ormai standard di 200-250 euro. Ricordarsi però che, più scura e profonda è la macchia, più sedute saranno necessarie». Vecchio rimedio, sempre efficace e meno costoso, quello della «crioterapia, l’applicazione di azoto liquido sulla macchia, che viene così “congelata” in modo superficiale. Ciò provoca lo scollamento della pelle e la formazione di una crosticina che, una volta caduta, rivelerà una zona cutanea dal colore nuovamente roseo». Altro problema da affrontare è la pelle secca e screpolata. «I raggi ultravioletti, soprattutto gli UVA – prosegue la dermatologa – penetrano nel derma e con il loro passaggio fanno perdere acqua alla pelle, determinando un danno a livello del collagene e dell’elastina. La cute perde compatezza e tonicità. Diventa più suscettibile a dermatiti allergiche da contatto». Dopo lunghi giorni di esposizione al sole, la prima cosa da fare è a idratarsi da dentro e da fuori, continuando a bere almeno due litri di acqua al giorno e consumando tanta frutta e verdura (soprattutto di colore giallo, verde e rosso).

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