Superticket, per cancellarlo servono oltre 3,5 miliardi

Lunedì 7 Ottobre 2019 di Francesco Bisozzi
Superticket, per cancellarlo servono oltre 3,5 miliardi

Per abolire il superticket e rivedere il ticket servono più 3,5 miliardi. Ieri il ministro della Sanità Roberto Speranza è tornato alla carica: per l'esponente di Leu cancellare la maggiorazione di 10 euro su ricette di diagnostica e visite specialistiche ambulatoriali rappresenta una priorità, ma i tecnici di Lungotevere Ripa hanno calcolato che per attuare l'intervento bisogna reperire 550 milioni di euro di risorse extra. A cui si sommano i 3 miliardi di euro necessari per riformare il ticket, considerato che il gettito derivante dal contributo non potrà subire variazioni: oggi la compartecipazione alla spesa sanitaria dei cittadini vale per la precisione 2,968 miliardi di euro.

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L'ultima parola spetta però al ministero dell'Economia, già alle prese con le richieste avanzate in vista della prossima legge di Bilancio da altri ministri del Conte bis. Da Lorenzo Fioramonti, che ha chiesto 3 miliardi per la scuola, a Fabiana Dadone, che ne vuole 5 per il pubblico impiego. In questa fase, però, la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia sull'Iva e il taglio del cuneo fiscale hanno la precedenza. Risultato, per Speranza e gli altri non s'intravedono al momento stanziamenti extra all'orizzonte. Favorevole all'abolizione del superticket anche il segretario del Partito democratico Nicola Zingaretti, che ieri in un post su Facebook ha rilanciato la proposta del ministro della Sanità.

Introdotto nel 2011, il balzello viene applicato nella misura piena (10 euro) in nove regioni, tra cui il Lazio, la Liguria, l'Abruzzo e la Sicilia. In Lombardia, dove sono già esenti il 60 per cento dei pazienti e il 75 delle prestazioni, la sua cancellazione costerebbe attorno ai 100 milioni. In Sardegna e Valle d'Aosta la maggiorazione non è stata introdotta. Secondo i calcoli del ministero della Sanità, per eliminare la tassa basterebbe trovare in realtà 490 milioni di euro, considerato che 60 milioni sono già stati stanziati l'anno scorso. Per quanto riguarda invece la riforma del ticket sanitario, il progetto è di modulare l'importo del contributo sulla base del reddito familiare dell'assistito, come avviene per esempio in Toscana. Il tutto però senza che il gettito che ne deriva subisca variazioni.

Oggi la compartecipazione dei cittadini vale 2,9 miliardi di euro annui, di cui circa 1,6 miliardi provengono dai ticket sui farmaci. Per i farmaci l'importo del ticket varia da une regione all'altra: in Campania si spendono 36,2 euro, mentre in Piemonte 16. Per le prestazioni specialistiche si passa dai 64,2 euro della Valle d'Aosta agli 8,5 euro della Sicilia. Risultato, la quota pro-capite totale per i ticket cambia notevolmente a seconda del luogo: nel Lazio è pari a 46 euro, in Liguria sale a 56 euro, in Calabria si ferma a 41 euro. Gli unici a non partecipare alla spesa sanitaria sono gli over 65 e i malati cronici.

Nella Nota di aggiornamento al Def il governo rosso giallo ha espresso la volontà di eliminare progressivamente il superticket. Secondo il ministro della Sanità la maggiorazione di 10 euro non consente a molti cittadini di accedere al sistema sanitario nazionale. Per quanto riguarda invece i ticket sanitari l'obbiettivo è di porre fine a quella che molti definiscono una vera e propria giungla, caratterizzata da notevoli differenze sul piano regionale sia sotto il profilo degli importi che delle regole che ne modulano l'entità.

GLI OBIETTIVI
Il progetto del ministro della Sanità prevede che l'importo del ticket venga calcolato in futuro sulla base del reddito familiare equivalente rapportato alla numerosità del nucleo familiare. A tale scopo si punta a definire quattro fasce economiche di appartenenza: per i redditi familiari fino a 36 mila euro, da 36 mila a 70 mila euro, da 70 mila a 100 mila euro e superiori a 100 mila euro. Non solo. A Lungotevere Ripa si ragiona anche sulla possibilità di stabilire una soglia di spesa per i ticket oltre la quale gli assistiti non dovranno più versare il contributo. Ogni anno i malati spendono in media per visite e accertamenti diagnostici 406 euro per 2,6 prestazioni l'anno, corrispondenti a 156,4 euro per prestazione.

Ultimo aggiornamento: 10:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA