Salvini, il ragazzo del citofono: «Non spaccio, in cinque minuti mi ha rovinato la vita. Ho 17 anni, gioco a calcio e sto in nazionale»

Giovedì 30 Gennaio 2020
Salvini, il ragazzo del citofono: «Non spaccio, in cinque minuti mi ha rovinato la vita. Ho 17 anni, gioco a calcio e sto in nazionale»
«Ogni giorno mi chiedo: perché proprio me? A un 17enne gli hai rovinato la vita in cinque minuti da un giorno all'altro». Lo ha detto il ragazzo del citofono a cui ha suonato il leader della Lega Matteo Salvini durante la campagna elettorale per le Regionali dell'Emilia Romagna, in un'intervista che andrà in onda questa sera a Piazza Pulita su La7

«Un politico che è venuto in periferia così... Cioè da pizzaiolo, postino, a suonare e dire 'tu spacci'. Ma cos'è?», ha aggiunto il 17enne. «Ho 17 anni, studio e gioco a calcio. A Imola - spiega il giovane - Sono stato convocato in nazionale, è stata una grandissima esperienza». «Non ho mai avuto precedenti - conclude - non sono uno spacciatore»

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FACEBOOK HA RIMOSSO IL VIDEO: «VIOLA PRIVACY»
La scena di Salvini al citofono, che tanto ha fatto discutere negli ultimi giorni di campagna elettorale, non è più su Facebook. Dopo la segnalazione di alcuni utenti, il social network ha infatti deciso di rimuovere il video pubblicato nel pomeriggio del 21 gennaio sulla pagina del leader della Lega, durante il suo giro al Pilastro di Bologna. L'ex ministro dell'Interno era stato filmato in diretta mentre suonava il campanello di una casa, chiedendo se lì abitava uno spacciatore. La rimozione è stata decisa, a una settimana di distanza e due giorni dopo il voto delle Regionali in Emilia-Romagna, perché il contenuto ha violato le policy sulla privacy di Facebook, come ha confermato nel pomeriggio un portavoce del social. La prima a dare la notizia è stata Cathy La Torre, avvocato-attivista che ha lanciato la campagna 'odiare ti costà e che ha preso la difesa del ragazzo, 17enne, residente nella casa finita nel mirino di Salvini e che, nei giorni scorsi, ha affermato di non essere un pusher. Ma il video era stato segnalato anche per «incitamento all'odio razziale». «È la prima di una lunga serie di vittorie per cui ci batteremo fino allo stremo, ve lo prometto, su questa meschina pagina della nostra vita democratica», ha detto l'avvocato, annunciando un'azione «in tutte le sedi competenti perché riteniamo che il nostro assistito abbia subito una grave violazione della sua privacy, della reputazione, della dignità e della vita privata». L'azione dovrebbe essere di natura civile e non penale, perché «non è nostra intenzione far passare chi non è vittima come vittima, perché l'unica vittima in questa circostanza è un ragazzo ingiustamente accusato e ingiustamente molestato presso la propria abitazione», ha spiegato il legale. Nessuna querela, dunque, e al momento nessun fascicolo aperto d'ufficio dagli inquirenti sulla vicenda, su cui in diversi continuano a chiedere chiarimenti. Uno di questi è il deputato Pd Andrea De Maria che ha interrogato il ministero dell'Interno per sapere se «le autorità competenti hanno richiesto a chi era presente, a tutela della sicurezza, informazioni» e «quali siano, nel caso, i riscontri ricevuti». Ad esempio, su quanto riferito dalla donna che ha accompagnato Salvini al Pilastro, cioè di essere stata contattata da un esponente delle forze dell'ordine dicendo che qualcuno della Lega voleva venire al Pilastro. Sui tempi della rimozione del video è invece intervenuto Facebook, con una nota: «Alcune delle decisioni che dobbiamo prendere su cosa rimuovere e cosa no, sono incredibilmente complesse e sfaccettate, e richiedono un'attenta considerazione di molteplici fattori. Vogliamo assicurarci di prendere queste decisioni nel modo più corretto impiegando tutto il tempo necessario». © RIPRODUZIONE RISERVATA