Roma, scuole chiuse e atenei deserti: già tante lezioni online e lauree senza pubblico

Venerdì 6 Marzo 2020 di Lorena Loiacono
Università La Sapienza
A lezione davanti allo schermo di un pc o di un tablet, ma a casa. Il primo giorno di “quaratena esterna” da scuola e università ha rappresentato un’esperienza inedita per gli studenti ma anche per buona parte di docenti e personale ritrovatisi in strutture fantasma.

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LA SAPIENZA. Un esempio su tutti, il “pratone” dell’università La Sapienza: da sempre luogo di ritrovo, ieri era desolatamente vuoto. Come i vialoni. Non c’erano neppure i ragazzi che abitualmente si recano in ateneo per studiare: deserte le biblioteche, le aule studio e il museo di arte classica. Sono stati sospesi solo i corsi ma gli universitari hanno disertato tutte le strutture. Appelli d’esame e discussione della tesi si faranno, sono state confermate le date, ma i presenti dovranno scaglionarsi per evitare resse. Si rispetterà la distanza di sicurezza, un metro l’uno dall’altro.

TOR VERGATA. All’università di Tor Vergata vanno avanti solo i corsi per gli specializzandi di Medicina. In tempi di allerta sanitaria sarebbe assurdo fermare proprio chi si sta specializzando in questa materia, quindi andranno avanti anche le attività per i tirocinanti mentre lo stop per gli eventi sportivi o i convegni arriverà fino al 3 aprile, ben oltre la data nazionale del prossimo 15 marzo.

ROMA TRE. L’università di Roma Tre, invece, ha deciso di tenere chiusi, oltre ai corsi, anche biblioteche, sale studio e laboratori didattici. Numero chiuso per le tesi: ogni laureando potrà portare con sé, ad assistere alla discussione, solo due persone per volta. Praticamente solo mamma e papà.

PARTENZA SPRINT. Per le scuole invece il discorso è diverso: si stanno attrezzando per far partire quanto prima la didattica a distanza. Come ci si organizza? Avviando piattaforme web e seguendo le buone pratiche di chi lo ha già fatto. All’Istituto Uruguay, ad esempio, usano le lavagne interattive da 4 anni con il collegamento internet, le piattaforme e i materiali multimediali: «Alla Media è più semplice – spiega la dirigente scolastica Angela Minerva - perché i ragazzi sono autonomi mentre alle Elementari serve la collaborazione e la presenza di un adulto e non è detto che tutti abbiano la possibilità di usare il web: su questo punto prevediamo delle difficoltà. Un punto di forza è il registro elettronico che permette di mettere in condivisione risorse multimediali e richieste didattiche ai ragazzi. Utilizziamo Google classroom e Google suite for education: siamo ottimisti, ci riusciremo». Al via la didattica online anche al liceo Kennedy, dove si farà anche l’appello virtuale: «Attività – spiega la preside Cangemi -che saranno assimilate alla didattica in aula. Resta ovviamente fondamentale il registro elettronico».
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