I big provano a partire, i piccoli no: agonia teatri

Martedì 16 Giugno 2020 di Ferruccio Gattuso
“Aria di cultura”, l’ha chiamata il Comune: è l’estate 2020 che vuole riportare cinema, teatro, arti performative in città, lasciandosi alle spalle il duro lockdown. Ma alla fine quell’aria la respira solo chi se la può permettere, questa è la verità.

C’è chi, come i teatri Menotti e Dal Verme, ha alzato il sipario un minuto dopo la mezzanotte di ieri, data fissata dal Dpcm di maggio per la ripartenza. Un gesto simbolico per mostrare nei fatti ciò che, all’introduzione della stagione estiva del Teatro Franco Parenti ieri mattina, l’assessore regionale Stefano Bruno Galli ha sostenuto a parole: «La Milano della cultura seppe ripartire dalle macerie, fisiche e morali, dell’ultima guerra con il Piccolo Teatro. La sete di cultura era tanta. Oggi, dopo il lockdown da pandemia, la reazione sarà la stessa».

Ripartire decisi? Ci sono spazi che possono farlo e altri che aspetteranno autunno o, peggio, quando ci sarà la possibilità di «tornare a fare teatro vero, che è contatto fisico e nessuna distanza», come dice Fioravante Cozzaglio del teatro Carcano. Le regole da seguire e i costi sono duri per tutti. «Ci siamo sentiti un settore fantasma», sferza col solito piglio Andrée Ruth Shammah anima del Parenti (nella foto centrale), ma intanto il suo spazio può ripartire. Per l’ex Pier Lombardo i Bagni Misteriosi permettono una ripresa estiva all’aperto e in grande stile: il via il 18 giugno con lo spettacolo, diretto da Shammah, Stasera si può entrare fuori 2. A seguire, nomi come Filippo Dini, Luigi Lo Cascio, Ivana Monti, Luciana Savignano, fino a settembre. All’aperto anche il Piccolo col suo Chiostro di via Rovello attivo da oggi al 20 settembre con 13 spettacoli dal vivo e con protagonisti Paolo Rossi, Michele Serra, Lella Costa, Gabriele Lavia.

Sorride anche Triennale Estate, con teatro, musica e cinema fino al 30 settembre. Il Pacta Salone, da questa sera, con “Teatro a CieloAperto” propone una minirassegna allestita nel cortile di via Ulisse Dini 7. E proprio durante la presentazione della Triennale il sindaco Beppe Sala in ha parlato di Scala: «Non aspetteremo certo il 7 dicembre – ha spiegato - dovrà succedere qualcosa prima, all’aperto». L’ipotesi è quella di portare la Filarmonica nella cornice dell’Estate Sforzesca, anche se resistono le idee di una Messa da Requiem in Duomo per le vittime della pandemia e la Nona di Beethoven al Piermarini.

Ma i teatri che restano chiusi sono la maggior parte: Manzoni («Facevamo fatica a sala piena, figuriamoci con le misure governative» spiega il direttore Alessandro Arnone), MTM Litta e Leonardo («Non possiamo permetterci la ripartenza», è lapidaria la presidente Gaia Calimani), Elfo Puccini sono solo alcuni dei nomi.
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