Lombardia zona rossa, bagarre al Pirellone. Fontana: «Ecco com'è andata». Ma in aula scoppia il caos

Martedì 26 Gennaio 2021
Lombardia zona rossa, bagarre al Pirellone. Fontana: «Ecco com'è andata». Ma in aula scoppia il caos

Bagarre in aula in Regione Lombardia dopo che il governatore Attilio Fontana ha parlato al Pirellone a proposito del caso della Lombardia zona rossa e del ritorno in zona arancione. Prima dell'inizio dei lavori, il consigliere del Pd Pietro Bussolati aveva polemicamente consegnato a Fontana un abaco. Al termine dell'intervento del governatore, il consigliere Michele Usuelli di +Europa, si è polemicamente inginocchiato davanti al presidente Fontana, chiedendo che i dati disaggregati sulla pandemia fossero resi pubblici. «Dato che non so più come chiederlo, ve lo chiedo in ginocchio» ha detto. 

 

Un comportamento che ha provocato l'immediata reazione dei consiglieri di Movimento 5 Stelle e Pd, che hanno esposto dei cartelli («Verità per i lombardi», «Basta bugie», «Ora basta», «La zona rossa è colpa vostra»), chiedendo le dimissioni della giunta.  Dai banchi della maggioranza hanno replicato con il coro «Andate a lavorare», mentre il presidente Fontana, la vice Moratti e parte della giunta hanno lasciato l'Aula.

 

 

 

Sospesa seduta, poi nuovo caos

 

È durata pochissimi minuti la ripresa dei lavori del Consiglio regionale della Lombardia, sospeso poco dopo mezzogiorno e aggiornato alle 14 a causa della bagarre scoppiata in seguito alle comunicazioni del Governatore Attilio Fontana sulla zona rossa. Le opposizioni hanno infatti abbandonato l'Aula del Pirellone (tutte tranne la consigliera di Iv Patrizia Baffi), dopo nuove proteste a suon di fischi e cartelli e con cinque consiglieri di minoranza (Bussolati del Pd e i 5 Stelle, Violi, Verni, Di Marco e De Rosa) censurati e poi espulsi dal presidente Alessandro Fermi.

 

«Devono essere immediatamente disponibili i dati altrimenti quest'Aula non può andare avanti. Devono essere messi a disposizione oggi, non si può lavorare, non c'è nulla di più importante che sapere la verità su un tema come il Covid-19. Se Fontana è nel suo ufficio a recuperarli bene, se no noi chiediamo la sospensione della seduta» aveva chiesto poco prima il consigliere dei 5 Stelle Dino Alberti. «Constatiamo l'oggettiva impossibilità di continuare i lavori di questa seduta perché continuiamo ad essere privati della possibilità di conoscere i dati che tutti i cittadini», aveva aggiunto il capogruppo del Pd Fabio Pizzul. La seduta è quindi ripresa alla presenza dei soli consiglieri di maggioranza e della consigliera Baffi, con la trattazione del progetto di legge sui genitori separati. 

 

La ricostruzione di Fontana

 

Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha ricostruito in consiglio regionale le tappe della discussione con l'Iss e la cabina di regia che hanno portato la Regione a tornare in zona arancione dopo una settimana di 'zona rossà superflua, determinata da una sopravvalutazione dell'Rt. «Regione Lombardia invia tutti i giorni i dati certificati in modo corretto così come attestato dallo stesso Istituto Superiore di Sanità. Fino a questo momento i dati prodotti da Iss non erano mai stati contestati», ma in occasione del report 35 «abbiamo notato la discrepanza tra indice Rt sintomi e il resto degli indicatori, incluso l'Rt ospedaliero, orientati verso uno scenario di tipo 2, che corrisponde alla zona arancione», spiega Fontana.

 

La Lombardia ricalcola quindi l'Rt al suo interno, che risulta a 1,01. Così, «abbiamo chiesto una valutazione più coerente alla cabina di regia». Contestualmente, la componente tecnica dell'assessorato «si è confrontata con Iss ed è emerso che il picco Rt sintomi era dovuto a una criticità correlata al percorso di estrapolazione di dati da parte dell'Iss. Abbiamo chiesto all'istituto (19 gennaio) di procedere alle verifiche dell'Rt sintomi per recepire le modifiche tecniche dallo stesso proposte, senza alcun reinvio dei dati del 13 gennaio.

 

Il giorno successivo, ci è stato detto che non era possibile modificare il meccanismo ed è stato chiesto di inserire un valore convenzionale in un campo facoltativo per superare questa difficoltà. Senza questa operazione, l'Iss non avrebbe calcolato in modo corretto il nostro Rt sintomi. Ci siamo adeguati all'indicazione e abbiamo quindi trasmesso il 20 gennaio un flusso identico a quello della settimana precedente con l'integrazione delle informazioni convenzionali richieste da Iss. Abbiamo manifestato le nostre perplessità - ha aggiunto - e chiesto una via strutturata di superamento del problema, come testimonia una mail del 21 gennaio».

 

Nei giorni successivi, «abbiamo chiesto di verificare l'Rt Sintomi del report 35 ma ci è stato detto di dichiarare che tale richiesta doveva essere considerata una rettifica del nostro flusso: nel caso in cui non avessimo consentito ad ammettere di operare una rettifica del dati, l'Iss ci ha comunicato che non avrebbe formalizzato il nostro valore permettendoci di entrare in zona arancione, e questo mi sembra abbastanza grave. Abbiamo, quindi, formalizzato una richiesta di rivalutazione del Rt sintomi del report 35 dichiarando un'integrazione di dati a seguito del confronto tecnico con Iss e su loro precisa richiesta».

 

Da qui, «il cts e la cabina di regia - ha sottolineato Fontana - non potendo che prender atto della correzione necessaria del valore di Rt sintomi della Lombardia, hanno scritto nei loro verbali, poi confluiti nella motivazione dell'ordinanza del Ministro, che la rivalorizzazione dell'indicatore era il frutto di una nostra rettifica. Ma ciò non risponde al vero. I nostri dati sono sempre stati coerenti con i flussi provenienti dai sistemi informativi delle Ats, mantenendo anche le eventuali incompletezze senza interventi forzati da parte di Regione. I nostri tecnici non hanno mai inserito in modo artificioso dati: a noi interessa una valorizzazione realistica della pandemia, non forzare una lettura semplificatrice», ha concluso Fontana.

Ultimo aggiornamento: 15:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA