Coronavirus, quarantena alcolica per gli italiani: il consumo di vino è aumentato del 7,9%

Giovedì 30 Aprile 2020
Coronavirus, quarantena alcolica per gli italiani: il consumo di vino è aumentato del 7,9%
Non si può uscire di casa e andare in bar e ristoranti per l'emergenza coronavirus? Nessun problema, gli italiani durante questa quarantena hanno ovviato al problema consumando in casa molto più vino rispetto al passato. Lo dimostrano i dati dell'analisi Iri per Vinitaly, basati sulle vendite di vino nella distribuzione moderna, per il periodo compreso tra l'inizio dell'anno e la settimana di Pasqua.

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Nonostante la chiusura di bar e ristoranti e il calo dell'export, le vendite di vino online e quelle nei supermercati sono cresciute in modo considerevole: +7,9% (+ 6,9% a valore) rispetto allo stesso periodo del 2019. Nel dettaglio i vini Doc e Docg sono cresciuti del 6,8% (+ 7,6% a valore), i vini Igp e Igt del 10,5% (+7,7% a valore), i vini comuni del 7,2% (+4,1% a valore), le bollicine dell'1,2% (+1,6% a valore). Durante la quarantena, precisa l'Iri nella ricerca per Vinitaly, a marzo i vini Doc e Docg sono aumentati del 9,9%, mentre i vini Igt del 4,0%. In calo le bollicine che sono scese del 5,4%, mentre il Prosecco è cresciuto dell'8,3%. In ripresa il vino in brik, che a marzo è cresciuto dell'8,8%. Il gag in box (il formato da due litri e mezzo con il rubinetto) è cresciuto del 36,8% (Iper, Super, Libero Servizio Piccolo).

Nelle due settimane pasquali le vendite di vino sono aumentate del 10,2%, mentre si è verificata una sensibile flessione delle bollicine: -38%. Prosegue intanto la crescita del vino biologico che nel primo trimestre 2020 ha venduto 1 milione e 559 mila litri, con un aumento del 19%.

«Nella Distribuzione Moderna si è comprato più vino perché il consumo a casa ha sostituito, in parte, quello fuori casa, ma è diminuita la spensieratezza e quindi la volontà di stappare uno spumante - commenta Virgilio Romano, Business Insight Director di Iri -. Da inizio anno la crescita maggiore la fanno registrare il vino IGP ed il vino Comune (da Tavola). La crescita dei vini Doc/Docg, pur sostenuta, è frenata probabilmente dalla minore scelta assortimentale presente nei negozi più piccoli e dal minor tempo dedicato all'acquisto, conseguenza delle indicazioni fornite dai punti vendita di ridurre i tempi della spesa».

«La crescita degli acquisti di vino nella Grande Distribuzione in regime di lockdown è significativa, in particolare a volume, ma non basta a colmare il gap di domanda che si è creato con la chiusura del canale Horeca, specie per la fascia alta delle etichette - conclude Giovanni Mantovani, Direttore Generale di Veronafiere - I dati dimostrano, inoltre, una oggettiva propensione al risparmio, specie nel mese di aprile, da parte dei consumatori in questo momento particolare in cui anche Vinitaly è al fianco del settore per favorire il rilancio attraverso il business in tutte le sue declinazioni».
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