Coronavirus, dai giornali ai mariti che spicciano casa: ecco 20 cose positive della quarantena

Mercoledì 25 Marzo 2020 di Mario Ajello
​Coronavirus, dai giornali ai mariti che spicciano casa: ecco 20 cose positive della quarantena

Tragedia. Dolore. E chissà quando ne usciremo. Nel frattempo però i tempi più brutti che l’Italia abbia mai passato da sessant’anni in qua stanno facendo emergere, pur nella tristezza infinita, alcune positività o alcuni aspetti non male - ammesso che durino una volta passata la grande paura -  del carattere nazionale, dei comportamenti personali e pubblici, del modo di guardare a se stessi e alla realtà circostante. Tante possono essere, e  speriano tantissime, questa positività grandi e minute, spicciole e quotidiane ma anche di tipo politico, etico, culturale. Vogliamo farne una lista? La nostra lista si limita  volutamente a venti positività ma all’elenco ognuno se vuole può aggiungercene altre a piacimento. 

1 - Abbiamo scoperto di essere tutti sportivi. Non c’è, o quasi, italiano, che non faccia la sua corsetta. Eravamo poltronisti e ci siamo riscoperti - magari come scusa per mettere il naso fuori da casa - podisti. Se l’atletismo durasse, sarebbe bellissimo. 

2 - Grasso è bello. Lo sai che c’è, non posso uscire di casa e allora mi rimpinzo di cibo. Poi non ti piacerò più a causa del mio sederone? E chissene, tanto anche tu sei diventato una botte. Ecco, la dittatura della dieta s’è squagliata con il Coronavirus, ed evviva. 

3 - Esisteva, nel mondo di prima, soltanto il supermercato. Ora si è riscoperto, anche per evitare le code al Carrfour o alla Coop, il piccolo alimentari sotto casa. Sai che non avevo mai fatto caso che esistesse? Sai che costa anche meno del supermercato e ha cose più buone? 

3 - L’Europa era soltanto matrigna. Ora non si capisce bene se ci dà davvero una mano oppure no. Ma è già positivo che si sia diffuso questo dubbio. Che la Ue fosse matrigna era assodato, che stia per diventare mamma forse è una bella notizia. Tutta da verificare. 

4 - Esistono gli eroi. Nessuno se lo sarebbe immaginato e invece ci sono davvero. Esempio, Elena Pagliarini la quarantenne infermiera di Cremona, quella fotografata alle sei del mattino, addormentata sul suo computer, sfinita dopo aver passato una nottata a curare i malati in terapia intensiva. La foto di Elena qualcuno l’ha appesa in camera durante questo isolamento. Poi la toglierà, per riappendere quella di padre Pio che finora non ha fatto il miracolo? 

5 - I giornali. Rieccoli. E i giornalai diventati medici pietosi. A cui si chiede di tutto: «Non è che fa anche il caffè dietro all’edicola, e magari di nascosto? Sto in crisi d’astinenza...». 

6 - Si può resistere allo shopping compulsivo. Ma solo avendo la certezza che appena le città riaprono, ci si può accampare nei negozi e nei centri commerciali. 

7 - Anche i mariti spicciano casa. 

8 - La globalizzazione? Non è che una sola? Prima guai a criticarla, si rischiava di passare per un reazionario ottocentesco o per un bifolco sovranista. 

9 - La scienza. Ci sarà mai più qualcuno che oserà criticarla? Dove sono finiti i No Vax? Anche l’omeopatia, altra ideologia del prima, in questo durante e magari nel dopo si scoprirà essere al massimo un passatempo. 

10 - Si può resistere, un po’, senza apericena. Un po’. 

11 - Per vent’anni i taglia alla sanità sono stati un mantra. Nessuno osava davvero criticarli, in nome del rispetto sacrale della stabilità finanziaria. Adesso al primo governatore che oserà fare un taglio gli verrà tagliata la mano a furor di popolo. 

12 - Il fiscal compact? Una cagagata pazzesca, a dirla alla Fantozzi. E per fortuna che, a spese nostre, lo abbiamo capito. 

13 - Come sopra. Di nuovo Fantossi vale per l’autonomia differenziata, per il regionalismo, per il federalismo. E’ tale e tanto il pasticcio che s’è creato tra i poteri dello Stato centrale e quelli degli enti locali che viene rivalutato Cavour e il suo centralismo romano assoluto. E a lui, che pure era del Nord, piaceva tanto lo Stato centrale forse perché aveva intuito anzitempo tutti gli errori sanitari e di contrasto al virus che ha fatto in questa fase la Regione Lombardia. 

14 - La politica non è un comizio continuo. Ogni tanto tocca lavorare sul serio per il bene dei cittadini. 

15 - I retroscena politici sui giornali nessuno li leggeva mai. Ora l’emergenza li ha spazzati via. Ed è una prova di non provincialismo a cui i media italiani non erano abituati. Ma anche qui: durerà questa positività? 

16 - A casa si mangia meglio che al ristorante. 

17 - La famiglia è quella che è. E dopo l’emergenza, l’isolamento e la quarantena, come assicurano gli psicologi, aumenteranno più i divorzi che le nascite. Però i casi di omicidi domestici in questo periodo sono rarissimi. Non è che, in fondo in fondo, la famiglia non è poi - ma andiamoci piano - così male? 

18 - Le regole stiamo dimostrando di volerle e di saperle rispettare. Il popolo anarchico che abbiamo sempre pensato di essere magari non c’è più. 

19 - Costretti tra le mura domestiche ci si sente tutti come in una grande canzone - Il cielo inn una stanza di Gino Paoli e come in un grande film La finestra sul cortile con James Stewart e Grace Kelly. Insomma si tende, più per obbligo che per scelta, a diventare migliori.  

20 - Si può costruire un ospedale (è il caso di quello di Bertolaso alla fiera di Milano) in venti giorni. Questo significa, come si diceva un tempo, che la Cina è vicina. Ma è meglio che non si avvicini troppo. 

Ultimo aggiornamento: 26 Marzo, 13:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA