Amazon, la confessione: «I nostri corrieri costretti ai bisogni in bottiglia durante le consegne»

Domenica 4 Aprile 2021
Amazon, la confessione: «I nostri corrieri costretti ai bisogni in bottiglia durante le consegne»

Amazon non ammette ritardi nelle consegne e così ammette di costringere gli autisti ai bisogni in bottiglia. Una confessione che arriva dopo le denunce partite da un deputato del partito democratico negli Stati Uniti. Il colosso dell'e-commerce fondato da Jeff Bezos spingerebbe i corrieri a urinare nelle bottiglie pur di far fretta nella consegna delle merci. 

 

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Amazon confessa: «Bisogni in bottiglia per non fare tardi»

Amazon continua a essere travolta dalla polemica per come tratta il personale. «Retribuire i dipendenti con 15 dollari l'ora non vuol dire che si tratti di un posto di lavoro all'avanguardia, soprattutto se li costringi a fare la pipì nelle bottiglie di plastica», le parole del deputato Mark Pocan su Twitter nell'ambito della discussione sul salario minimo. 

 

Amazon confessa: «Bisogni in bottiglia per non fare tardi»

In un primo momento Amazon ha negato con ironia: «Veramente crede che facciano la pipì nelle bottiglie? Se fosse così nessuno lavorerebbe per noi». Poi ha fatto un passo indietro ammettendo in una nota online: «Sappiamo che a volte i nostri guidatori possono avere problemi nel trovare la toilette a causa del traffico o a volte perché percorrono strade in zone rurali, e questo specialmente nel periodo della pandemia quando molti bagni pubblici sono stati chiusi».

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