Etruria e Magna Grecia: due civiltà allo specchio a Taranto

Giovedì 18 Novembre 2021 di Alessandra MACCHITELLA

È iniziato il terzo atto del Convegno Internazionale di Studi “Taras e Vatl. Rapporti tra Magna Grecia ed Etruria nel quadro dell’Italia preromana”, a cura di Eva Degl’Innocenti e Simona Rafanelli. 
Organizzato dal MArTA, dal Comune di Taranto e dal Museo di Vetulonia, ha preso il via ieri mattina nel capoluogo ionico segnando un altro passaggio importante nel ruolo della città come luogo di riflessione e di confronto sull’archeologia nel Mediterraneo.
«Un convegno internazionale importante su Taras e Vatl – ha spiegato Degl’Innocenti - che abbiamo organizzato insieme al Comune di Taranto e al museo Isidoro Falchi, museo archeologico di Vetulonia. È una tre giorni che si svolge da mercoledì a venerdì, un vero e proprio approfondimento».
Il convegno si tiene fino al 19 novembre nella sede del Teatro Comunale Fusco di Taranto, con la presenza di importanti relatori, a seguito del successo delle mostre “Taras e Vatl. 
Protagonisti del Mediterraneo a confronto” presso il Museo Archeologico Nazionale di Taranto e “Taras e Vatl. Dei del mare, fondatori di città” presso il Museo Civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia. 
I due musei, insieme ai Comuni di Taranto e di Castiglione della Pescaia, con il patrocinio della Regione Puglia e della Provincia di Taranto, sono nuovamente insieme. Alle due mostre avrebbe dovuto far seguito una tavola rotonda su alcuni dei temi toccati. La riflessione scientifica emersa dai progetti ha però suggerito un obiettivo più ambizioso, quello di confrontarsi, in una prospettiva più ampia, con l’insieme dei rapporti tra le due grandi aree culturali dell’Italia preromana, quella etrusca largamente diffusa nella Penisola e quella di marca ellenica, con i suoi molteplici rapporti con le culture indigene, della Magna Grecia e della Sicilia.
«La mostra è ancora visitabile presso il MArTA – ha specificato Degl’Innocenti – e riguarda il rapporto tra Taras e Vatl e l’archeologia di Vetulonia a Taranto. A Vetulonia è invece allestita una mostra che parla del rapporto tra Taranto, gli etruschi e la Magna Grecia, con un maggior approfondimento su Taranto, ci sono molti dei nostri reperti come la testa di Ercole. È un progetto importante, abbiamo l’onore e il piacere di accogliere a Taranto studiosi e ricercatori di fama internazionale, i maggiori specialisti del tema, che resteranno in città per tre giorni creando anche importanti ricadute economiche». 
Il progetto scientifico e culturale è a cura di Eva Degl’Innocenti, direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Taranto – MArTA, e di Simona Rafanelli, direttrice del Museo Civico Archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia. «Il convegno – ha raccontato Rafanelli - parte dalle due grandi mostre che abbiamo organizzato e inaugurato in presenza questa estate tra giugno e luglio nel museo civico di Vetulonia e nel grande museo archeologico nazionale di Taranto. Dalla collaborazione tra questi due grandi eventi con altre manifestazioni correlate, abbiamo voluto organizzare una riflessione più complessa sul tema, non solo sul rapporto tra la città etrusca di Vetulonia (l’antica Vatl) e Taranto (l’antica Taras) fondata dai greci spartani. Abbiamo pensato di allargare i termini di questo dialogo e mettere a tu per tu le singole città, che nello studio abbiamo visto avere molti punti in comune, ma anche le due culture e civiltà: l’Etruria che parte almeno due secoli prima della fondazione di Taranto con la fase villanoviana, Vetulonia inizia a sorgere nel IX secolo a.c. sui colli di fronte l’arcipelago toscano, l’Isola d’Elba, definita nella letteratura archeologica l’Etruria dei metalli, mineraria, e sarà quello ad avvicinare i greci fin dall’antichità a queste risorse. La vera voce di congiunzione è stata il mare Mediterraneo che unisce da oriente a occidente, il primo elemento comune che ci ha permesso di mettere in relazione due realtà apparentemente lontane per distanza, cultura e sviluppo come Vetulonia e Taranto. L’ultima parola sul tema era stata data circa 30 anni fa, in un convegno del 1993 che si svolse a Taranto». 
Si tratta del XXXIII Convegno di Studi sulla Magna Grecia dal titolo “Magna Grecia Etruschi Fenici”, tenutosi nella Città dei due mari nel 1993. «Si è quindi pensato di riproporre con forza l’argomento – ha concluso Rafanelli - le relazioni sono infinite. Invito tutti a visitare le mostre e auspicare che il rapporto continui, tanto da sfociare in un gemellaggio tra i due centri, per mettere insieme le nostre cittadinanze». L’ingresso per assistere ai lavori è gratuito, libero e senza prenotazione, è sufficiente recarsi presso il teatro. Il convegno si svolge in presenza ma è trasmesso anche in diretta live sui canali YouTube e Facebook del MArTA. 

 

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