«Amministrazione di Salice come i Casamonica»: aperta un'inchiesta sulla presunta diffamazione

«Amministrazione di Salice come i Casamonica»: aperta un'inchiesta sulla presunta diffamazione
La Procura di Lecce ha aperto un fascicolo d’inchiesta, per reato di diffamazione aggravata, sul caso scoppiato in campagna elettorale a Salice Salentino per la...

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La Procura di Lecce ha aperto un fascicolo d’inchiesta, per reato di diffamazione aggravata, sul caso scoppiato in campagna elettorale a Salice Salentino per la frase pronunciata dal candidato di "Salice 2030" Cosimo Gravili contro l'amministrazione di Tonino Rosato ex sindaco, oggi vice del nuovo sindaco Cosimo Leuzzi. Oggetto della querela, presentata proprio da Rosato, subito dopo la trasmissione radiofonica in onda sulle frequenze di Radio One di Campi Salentina, "un grave accostamento" che Gravili avrebbe pronunciato, "paragonando - a dire di Rosato - il modus operandi della sua amministrazione a quello del clan romano dei Casamonica".

Il clima politico si fa sempre più incandescente anche per il ricorso al Tar  che le minoranze di Salice 2030" e "Progresso e Futuro" stanno inoltrando per il mancato rispetto delle quote rosa in seno alla neo-costituita giunta Leuzzi.

L'indagine nata da un esposto


Ma torniamo all'indagine affidata dalla Procura leccese al sostituto Massimiliano Carducci. Rosato e la sua maggioranza hanno presentato un accurato esposto-denuncia contro uno dei quattro candidati sindaco della contesa elettorale amministrativa, Cosimo Gravili, per delle sue dichiarazioni che la maggioranza definì altamente "lesive e diffamatorie". Sotto la lente d'ingrandimento c'è il passaggio dell'intervista radio del 20 maggio, in cui proprio Gravili contestando gli “affidamenti d’oro” utilizzati dall’amministrazione Rosato, fa il passaggio di riferimento al clan malavitoso romano. Il passaggio finito sotto accusa, a corredo del suo discorso di denuncia politica, è quello in cui Gravili pronuncia testualmente la frase: “Casamonica è un esempio che calza a pennello con questa amministrazione”. Ad essere iscritto, come atto dovuto, nel registro degli indagati è stato quindi Gravili, ed il reato ipotizzato è di diffamazione aggravata. Intanto è stata già acquisita la videoregistrazione dell’intervista radiofonica e proseguono gli approfondimenti. A conclusione delle indagini preliminari, spetterà a Cosimo Gravili, oggi consigliere comunale di minoranza, la possibilità di presentare le sue memorie difensive o chiedere di essere ascoltato. Alla fine sarà il magistrato a decidere se procedere poi con la richiesta di rinvio a giudizio o l’archiviare il caso. Leggi l'articolo completo su
Quotidiano Di Puglia