Dopo il Gargano le acque baresi, la discesa a Sud delle cubomeduse

Dopo il Gargano sono state avvistate anche nelle acque antistanti Molfetta e Giovinazzo. Si tratta di cubomeduse, appartenenti alla specie Carybdea marsupialis, fotografate dal Diving Nucleo Sub Molfetta.
L'equipe ha immortalato gli esemplari durante un'immersione subacquea notturna alcuni giorni fa ma gli avvistamenti sono stati fatti anche da bagnanti del luogo.
 

«Sebbene il primo avvistamento nell'Adriatico risalga al 1989, l'ampia diffusione della specie è legata alla presenza di chilometri di barriere frangiflutti per la protezione dall'erosione costiera - spiega la dottoressa Angela Santucci, dell'istituto di Scienze Marine del Cnr -. In questo modo il litorale roccioso favorisce l'ospitalità della carybdea che nello stadio di polipo vive attaccata alle rocce. Difficile dire quanto a Sud si sia già spinta in Puglia». «Gli esemplari di questa medusa si spostano velocemente. Si tratta di una medusa trasparente molto piccola, con l'ombrello a forma di cubo di 3-4 cm e quattro tentacoli lunghi una decina di centimetri  parte del Le sue punture sono dolorose ma non letali a differenza della specie Chironex fleckeri (più nota come vespa di mare) che vive lungo le coste settentrionali dell'Australia. La notte si sposta verso riva attratta dalle luci delle città. È tra le meduse più urticanti dei nostri mari insieme alla Pelagia noctiluca. Pertanto, se ci sono cubomeduse, meglio evitare i bagni notturni, anche sotto una irresistibile luna piena».
 

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