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Papa Francesco al Gemelli assistito da infermieri del Vaticano e protetto dai gendarmi: anche per lui la privacy prevale

Papa Francesco al Gemelli assistito da infermieri del Vaticano e protetto dai gendarmi: anche per lui la privacy prevale
di Franca Giansoldati
3 Minuti di Lettura
Lunedì 5 Luglio 2021, 10:36 - Ultimo aggiornamento: 18:12

Città del Vaticano – Se il mondo fino alle 23 di ieri sera è rimasto con il fiato in sospeso per la lunga operazione cui è stato sottoposto Francesco, ora può tirare un respiro di sollievo. La notte per il paziente numero 1 è stata trascorsa bene, compatibilmente con i postumi della anestesia e dell'intervento più lungo del previsto. Ora il Papa si trova sotto osservazione al decimo piano del Gemelli. Con lui ci sono due infermieri del Vaticano che lo assistono oltre, ovviamente, il personale super specializzato del Policlinico. Uno dei due infermieri vaticani si chiama Massimiliano Strappetti, ed è il sanitario che generalmente viene chiamato a Santa Marta quando si tratta di gestire la salute del pontefice. La stanza è controllata dai gendarmi vaticani che prestano eccezionalmente vigilanza sul territorio italiano assieme alla polizia di Stato.

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Ieri sera dopo le 23 il laconico comunicato del Vaticano, al termine dell'operazione chirurgica al colon sigmoideo, la parte terminale dell'intestino crasso, assicurava che l'intervento si era concluso bene senza però fornire nessun particolare, probabilmente avvalorando il rispetto alla privacy, anche se il Papa essendo un personaggio pubblico di livello mondiale forse non rientra pienamente nella categoria delle persone qualsiasi. I medici hanno riferito che: «Il Santo Padre ha reagito bene all’intervento condotto in anestesia generale». 

LE CONDIZIONI - In altre parole ciò significa che si deve attendere almeno 24 ore o forse 48 per poter fornire dati più precisi e stabili seppure quelli forniti. Sul sito Il Sismografo, sempre super informato, si aggiunge che nel corso delle manipolazioni laparoscopiche sono stati fatti i relativi prelievi di parti minuscole di tessuti intestinali, come di rigore in qualsiasi intervento di questo tipo. La anestesia general applicata al paziente è stata sopportata bene e senza interferenze. Il risveglio è stato solido e reattivo.

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«Ovviamente è plausibile che Papa Francesco sia ora sottoposto a terapia antibiotica e antiinfiammatoria». Sarà certamente il prossimo comunicato a completare meglio il quadro con dati ufficiali.  Intanto, in Vaticano arrivano da ogni parte del mondo affettuosi auguri al Papa accompagnati di molte preghiere come lui aveva chiesto giorni fa.

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