Un video e il lutto al braccio: la Lazio celebra il “suo" Galeazzi

Sabato 20 Novembre 2021 di Enrico Sarzanini

È il giorno di Lazio-Juve ma è anche il giorno del ricordo di Giampiero Galeazzi, una delle voci storiche del giornalismo sportivo scomparso a Roma lo scorso 12 novembre a causa di una lunga malattia e grande tifoso laziale.

 

Lazio-Juve, l'inserto speciale di Leggo in distribuzione all'Olimpico

 

Per lui prima della gara la società biancoceleste ha organizzato un omaggio speciale: un video-tributo della sua lunghissima carriera poi in campo la squadra giocherà contro la Juventus indossando il lutto al braccio. In tribuna d’onore al fianco di Lotito ci sarà tutta la famiglia, la moglie con i due figli Susanna e Gianluca. Una passione, quella per la Lazio, che bisteccone come lo chiamavano tutti, non aveva mai rinnegato e anzi aveva sempre sbandierato ai quattro venti.

 

Lo aveva fatto recentemente a Domenica In in una lunga intervista con l’amica Mara Venier: «Il calcio è come un matrimonio, quando ne sposi una le sei fedele per tutta la vita. Sotto lo stesso cielo, sotto la stessa bandiera: per sempre forza Lazio!». Parole che in questi giorni hanno fatto il giro dei social così come lo storico video del 14 maggio del 2000, il giorno dello Scudetto della Lazio: «Stavo facendo una telecronaca di tennis – raccontò Galeazzi sempre alla Venier - lì vicino allo stadio. Poi alla radio ho sentito che la Juve stava perdendo contro il Perugia e che la Lazio stava vincendo contro la Reggina. In quella mezz’ora in cui la partita fu sospesa lasciai tutto e andai all’Olimpico. Rischiai il licenziamento, ma fu un giorno bellissimo».

 

 

 

Lunedì c’è stata la camera ardente in Campidoglio sulla bara c’era un tappeto di rose rosa, con sopra una maglia della Lazio col numero 9 e il nome Galeazzi perché, come ha sottolineato il patron Claudio Lotito al suo arrivo, «era il nostro centravanti di sfondamento». Commosso il presidente della Lazio lo ha ricordato con parole di stima ed affetto: «Giampiero era l’esponente di un giornalismo autentico e vero, che definirei icastico, rendeva vive le emozioni. È stato un esempio per le giovani generazioni. Un laziale autentico, discreto, che faceva tante telefonate e mi diceva di andare avanti per la mia strada».

Ultimo aggiornamento: 09:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA