Galeazzi, la telecronaca per gli Abbagnale e l'intervista di Maradona dopo lo scudetto del Napoli: i momenti più iconici della carriera

Dalle Olimpiadi ai campi della Serie A: un personaggio diventato una leggenda

Galeazzi, la telecronaca per gli Abbagnale e lo scudetto del Napoli di Maradona: i momenti più iconici della carriera
Galeazzi, la telecronaca per gli Abbagnale e lo scudetto del Napoli di Maradona: i momenti più iconici della carriera
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Venerdì 12 Novembre 2021, 13:55 - Ultimo aggiornamento: 13:57

I video delle sue telecronache alle Olimpiadi per Giuseppe e Carmine Abbagnale con Peppiniello Di Capua, ma anche le notti a seguire l'incredibile storia (e lo scudetto) del Napoli di Maradona. Solo due dei momenti più iconici della carriera di Giampiero Galeazzi, morto all'età di 75 anni. Un volto e un modo di fare giornalismo che però ha cambiato per sempre il racconto dello sport in televisione e non solo. Le immagini di Seul, del 25 settembre 1988, sono ancora tra le più cliccate e condivise. Perché in pochissimi prima di lui erano riusciti a sublimare un'impresa del genere con una telecronaca così emozionante: in barca c'erano Giuseppe e Carmine Abbagnale, al microfono c'era lui. «Rinviene la Germania Est, ma la prua italiana è la prima. Andiamo a vincere, andiamo a vincere», disse salutando l'oro al termine di 4' di pathos assoluto. Poche ore più tardi fu Agostino a chiudere una giornata eterna per lo sport italiano: «Controlla a destra, a sinistra. Poi l’Italia taglia il traguardo».

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«Era il linguaggio del cuore»

«È stato il linguaggio del cuore a vincere - ha raccontato negli anni -. Come canottiere sognavo le vittorie olimpiche come chiunque si cimenta per la prima volta con il remo. Nel canottaggio una Olimpiade è una occasione unica e con loro ho avuto la possibilità di vivere questa grande esperienza cimentandomi in frasi storiche come ‘non li prendono più’, oppure ‘non c’è più tempo per morire’ oppure ‘andiamo a vincere’. Questo modo di raccontare le finali azzurre fuori da ogni regola mi procurava qualche disagio, i miei figli mi guardavano titubanti, ma il consenso del pubblico era crescente. Questo o si accanisce contro di te o ti affianca perché sente l’autenticità dei sentimenti e ti segue con grande partecipazione. Gli Abbagnale mi hanno permesso di realizzare questo sogno e con loro sono cresciuto professionalmente».

Video

«Durante le Olimpiadi di Seul, all’apice della loro carriera sportiva, quando Giuseppe, Carmine e Peppiniello (Giuseppe Di Capua, il timoniere, ndr) realizzarono una grande vittoria sull’armo inglese, doveva esserci uno sciopero generale della Rai, ma io sono andato lo stesso, non potevo mancare tanta era la passione - raccontò Galeazzi -. Ero senza il documento di ingresso in sala stampa, ma mi fecero entrare ugualmente. Commentai la regata ed è uscito quello che è uscito».

Lo scudetto del Napoli di Maradona

Indimenticabile il 10 maggio 1987, il giorno in cui il Napoli vinse lo scudetto. E lui, che ne aveva seguito la cavalcata, ebbe un'idea geniale che portò al momento memorabile in cui Maradona intervistò i compagni: «Scesi negli spogliatoi seguito dalla mia troupe. Mi chiusi lì dentro senza che le altre tv potessero entrare. Poi quando arrivò la squadra il tocco giornalistico fu quello di lasciare a Maradona il microfono. Altri avrebbero intervistato i vari giocatori ma lasciar fare tutto a Diego aveva qualcosa in più e si è trasformato in showman. Fu un'idea vincente».

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