Giovanni Cobolli Gigli: «Milan-Juve un match molto complesso. Lo scudetto? Tifo Napoli ma temo lo vinca l'Inter»

Un'immagine di Cobolli Gigli, oggi 77enne
Un'immagine di Cobolli Gigli, oggi 77enne
di Piergiorgio Bruni
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Giovedì 20 Gennaio 2022, 19:13 - Ultimo aggiornamento: 21 Gennaio, 07:48

È stato il Presidente della rinascita juventina dopo lo scandalo Calciopoli. Anima e cuore bianconeri, Giovanni Cobolli Gigli dal 2006 al 2009 ha ricostruito e rilanciato la Vecchia Signora riportandola ai vertici del pallone nostrano. Oggi, seppur professionalmente lontano da ogni logica calcistica, continua a vivere la sua passione con la stessa forza di quegli anni e, in vista del big match di domenica sera contro il Milan a san Siro, non smette di raccontare e raccontarsi. Con competenza, eleganza e delicatezza.



Che ricordo ha dei “suoi” Milan-Juventus?
«Un’intensa partita vissuta con senso sportivo. Ho sempre affrontato i rossoneri come un forte avversario, ma mai con la tensione che noi tifosi juventini abbiamo nei confronti, ad esempio, dell’Inter».



La sua ultimissima Juventus può ricordare quella attuale?
«No, perché sono passati davvero tanti anni (2009, ndr). Il club che ho avuto il piacere di seguire era farcito di grandissimi campioni e Palloni d’Oro. Quello attuale è in fase di ristrutturazione e di costruzione. Peraltro, i segnali che arrivano, mi sembrano positivi: il lavoro di Allegri si comincia a vedere, i risultati stanno arrivando e il percorso procede».



Quant’è cambiata la Juve dopo l’addio di Paratici?
«Bisogna ancora capirlo. Gli effetti della sua cura, ancora ci sono. Con tutto il rispetto per Cherubini (responsabile area sportiva, ndr), che non conosco, credo serva una mente tecnica nella Juve. E questo discorso parte da quando Andrea Agnelli ha rinunciato a Marotta».



Arrivabene è l’uomo giusto per gestire i conti dei bianconeri?

«Non l’ho mai incontrato, tuttavia mi dà l’idea del sergente di ferro. È stato messo lì per lavorare sulla struttura dei costi e, se focalizzato sulle cose che sa fare bene, sono convinto possa risultare utile. Di sicuro, però, non è un tecnico e non si può certamente pretendere lo diventi».



Dybala potrà ancora essere il futuro della Juve?
«Ho sempre avuto grande fiducia in lui e adesso, sperando che non abbia altri infortuni, ha tutta le possibilità per diventare un campione. È nella piena maturità atletica e tecnica (28 anni, ndr), sta giocando bene e sono convinto possa diventare un punto di riferimento del club per i prossimi 4 o 5 anni».



Dove arriverà la squadra di Allegri?
«Senza essere troppo ottimisti, mi auguro riesca a entrare tra le prime 4 in serie A. In Europa, invece, spero faccia più strada possibile: almeno fino ai quarti di finale di Champions. Poi, comunque, c’è sempre l’idea che la squadra cresca in determinazione e consapevolezza così da poter puntare, già dalla prossima stagione, a vincere il Campionato».



Come finisce la sfida coi rossoneri?
«Da tifoso: vittoria della Juventus per 1-0. Da persona che conosce la situazione delle 2 squadre, invece, direi che sarà un match molto complesso e con la squadra di Pioli leggermente favorita. Il calcio, però, è bello perché i pronostici, pure quelli più probabili, possono essere smentiti dalla realtà».



Ibrahimovic a 40 anni, può ancora fare la differenza in serie A?
«Lo dimostra (ride, ndr). È un personaggio fuori dalla norma, in senso positivo. Ha una forza caratteriale incredibile e sta facendo cose utili nel Milan».



Chi vince il Campionato?
«Temo l’Inter, ma mi auguro il Napoli».

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