Assalto alla Cgil, dal Pd la mozione per lo scioglimento di Forza Nuova

Il Governo è chiamato a impegnarsi dando seguito al dettato costituzionale in materia di divieto di riorganizzazione del disciolto partito fascista

Lunedì 11 Ottobre 2021
Assalto Cgil, dal Pd la mozione per lo scioglimento di Forza Nuova

Il Pd ha promosso una mozione per chiedere lo scioglimento di Forza Nuova. Dopo l'assalto alla sede della Cgil e dopo gli scontri avvenuti a Roma, nella giornata caratterizzata dalla manifestazione No Green pass nella capitale, arriva la mozione del Pd, depositata alla Camera e al Senato, per chiedere lo scioglimento di Forza Nuova.

 

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La mozione del Pd

 

La mozione impegna il Governo «a dare seguito al dettato costituzionale in materia di divieto di riorganizzazione del disciolto partito fascista e alla conseguente normativa vigente adottando i provvedimenti di sua competenza per procedere allo scioglimento di Forza Nuova e di tutti i movimenti politici di chiara ispirazione neofascista artefici di condotte punibili ai sensi delle leggi attuative della XII disposizione transitoria e finale della Costituzione repubblicana».

 

«Già da alcuni mesi diversi movimenti di estrema destra hanno intrapreso una strategia volta a strumentalizzare il disagio economico derivante dal contesto emergenziale, al fine di acquisire proseliti e popolarità - ha affermato il Pd -. In tale contesto, il movimento di Forza Nuova, a partire dallo scorso giugno, ha preso parte a diverse manifestazioni per lo più a carattere estemporaneo che, in numerosi casi, hanno trovato sostegno nell'ambito dei social network più diffusi - continua la mozione - La gravità delle azioni violente poste in essere da un partito politico come Forza Nuova e da altre organizzazioni di estrema destra è aumentata dall'evidente matrice fascista di tali azioni, troppo spesso derubricate a gesti di pochi e isolati individui violenti, con la volontà di minimizzare in modo colpevole, ambiguo e irresponsabile l'ispirazione di queste organizzazioni politiche all'eredità del ventennio fascista e l'uso della forza e della violenza come 'metodo' di azione politica in radicale contrapposizione con l'identità antifascista della Costituzione repubblicana».

 

«Quanto avvenuto il 9 ottobre scorso a Roma rientra chiaramente tra le fattispecie previste dalla legge Scelba, ovvero l'uso della violenza quale metodo di lotta politica, il propugnare la soppressione delle libertà garantite dalla Costituzione, la denigrazione della democrazia e delle sue istituzioni», si legge nello scritto del Pd. L'atto ricorda che «sono tre, nel nostro Paese, i casi di movimenti politici sciolti in virtù della c.d. legge Scelba: il caso di Ordine Nuovo, sciolto nel 1973, quello di Avanguardia Nazionale, sciolto nel 1976, e quello più recente del Fronte nazionale, sciolto nel 2000, a tutela della legalità democratica e repubblicana sancita dalla Costituzione».

 

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