Terremoti, pericolo Marsili: "Così uno tsunami può colpire quattro regioni"

Giovedì 3 Novembre 2016

Il Marsili, seppur sommerso, è il più grande vulcano d'Europa. E oggi spaventa non tanto per il suo possibile risveglio, ma per fenomeni di "contorno" potenzialmente disastrosi per il nostro Paese. A spiegarlo in un'intervista pubblicata sul quotidiano La Città è il professor Franco Ortolani, geologo e docente ordinario presso l’Università Federico II di Napoli. 



«Il vulcano Marsili - dichiara a La Città il professore - può rappresentare un pericolo non per l’attività vulcanica, ma per il fatto che si possono staccare delle porzioni di roccia in seguito a dei fenomeni sismici con un conseguente risucchio di acqua che scatenerebbe un’onda di maremoto». 



Quali sarebbero i rischi concreti? Uno tsunami nel Mediterraneo? «Il pericolo potrebbe derivare dal fatto che - sostiene ancora Ortolani - essendo un apparato con i versanti molto inclinati ed essendo sommerso, si stacchino delle porzioni di roccia in seguito, ad esempio, a dei fenomeni sismici. Tali rocce, rotolando velocemente verso il fondo del Tirreno, potrebbero determinare un risucchio di acqua per poi creare un ritorno con innalzamento che scatenerebbe un’onda di maremoto, il famoso tsunami. L’onda anomala andrebbe a colpire le coste della Campania, della Basilicata, della Calabria tirreniche e del nord della Sicilia. È questo - conclude il professore - il vero pericolo costituito dal Marsili: uno tsunami causato da eventuali distaccamenti di rocce e non da un’eruzione».




 

Ultimo aggiornamento: 4 Novembre, 11:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA