Finlandia e Svezia nella Nato, Erdogan dice «no». E Putin minaccia l'Occidente

Anche la Svezia si candida ufficialmente. Il gelo di Ankara: «Non daremo via libera»

Finlandia e Svezia nella Nato, Erdogan dice «no». E Putin minaccia l'Occidente
Finlandia e Svezia nella Nato, Erdogan dice «no». E Putin minaccia l'Occidente
di Marco Ventura
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Lunedì 16 Maggio 2022, 23:24 - Ultimo aggiornamento: 18 Maggio, 08:57

Poche parole per dare una svolta alla storia dell’Europa. Le pronuncia la premier svedese Magdalena Andersson: «Il governo ha deciso di informare la Nato del desiderio della Svezia di diventare membro dell’Alleanza». E aggiunge: «Stiamo lasciando un’epoca ed entrando in una nuova».

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LA NEUTRALITÀ
Finita la storica neutralità di Finlandia e Svezia, i due Paesi scandinavi bussano alle porte della Nato, che mostra di accoglierli con entusiasmo, con l’eccezione importante, ribadita ieri, della Turchia. Il presidente Erdogan, incontrando l’omologo algerino, ha infatti ripetuto il suo «no» (per l’adesione alla Nato è necessaria l’unanimità di tutti i 30 attuali membri) in quanto «la Svezia è un incubatore del terrorismo e, come la Finlandia, non ha una posizione chiara contro i gruppi terroristici». Il riferimento è al sostegno o, meglio, alla protezione accordata da Stoccolma e Helsinki da un lato a esponenti del Pkk, il Partito dei lavoratori del Kurdistan che opera tramite suoi bracci operativi politici e militari anche in Siria contro le forze turche, e al movimento Hizmet, conosciuto in Turchia come Feto, l’organizzazione del principale oppositore di Erdogan, Fetullah, considerato ad Ankara il vero cervello del tentato golpe del 2016. Una delegazione tecnica del ministero degli Esteri svedese è già in Turchia, per intavolare una mediazione e risolvere il problema. In particolare, negli ultimi 5 anni Helsinki avrebbe respinto l’estradizione di sei terroristi del Pkk, e Stoccolma quella di altri 21, dieci legati a Feto e undici al Pkk.

La decisione comunque è presa, nelle capitali scandinave, e la causa scatenante, secondo l’ambasciatore svedese in Italia, Jan Bjorklund, intervistato dall’Agenzia Nova, risiede proprio nell’invasione dell’Ucraina con la quale la Russia, «attaccando un Paese vicino, democratico, ha violato i principi e distrutto l’ordine di sicurezza europeo».

La Svezia per generazioni ha seguito una politica di «sicurezza basata sulla neutralità, ma è inaccettabile spostare i confini con la violenza», perciò la decisione di Putin ha capovolto gli orientamenti delle opinioni pubbliche (anche in Finlandia) e costretto a bruciare i tempi per mettersi sotto l’ombrello della Nato. Dal canto suo, il presidente russo parlando al vertice dell’Organizzazione del Trattato per la Difesa collettiva (Csto) che comprende, oltre alla Russia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan e Armenia, ha usato toni soltanto in apparenza morbidi. «L’espansione della Nato alla Svezia e alla Finlandia non rappresenta una minaccia diretta per noi». Ma diverso è il discorso se a espandersi dovessero essere «le infrastrutture militari in questi territori, ciò provocherebbe sicuramente la nostra risposta».

Del resto, l’allargamento dell’Alleanza Nord Atlantico, a sentire Putin, «è un problema creato in modo completamente artificiale, in una maniera persistente, abile e molto aggressiva che fa della Nato lo strumento della politica estera di un Paese, gli Stati Uniti». Il portavoce del Cremlino, Peskov, si dice «preoccupato» e preannuncia «un’analisi approfondita delle possibili conseguenze». La Russia non ha controversie territoriali con i due Paesi scandinavi, mentre l’ingresso dell’Ucraina nell’Alleanza comporterebbe «rischi enormi per l’intero continente».

IL COLLOQUIO
Intanto, cominciano le scaramucce diplomatiche tra Stoccolma e Mosca. La premier svedese spiega ai giornalisti che sarà il ministro degli Esteri, Ann Linde, a informare l’omologo russo, Sergei Lavrov, della decisione svedese. Ma quest’ultimo informa di non avere in programma alcun colloquio con la ministra Linde. Sullo sfondo parte, come previsto da prima dell’invasione dell’Ucraina, la mega-esercitazione annuale della Nato “Hedgehog”, “Porcospino”, che a partire dall’Estonia, il Paese baltico confinante con la Russia, coinvolgerà circa 16mila soldati di undici Paesi, tra cui Regno Unito, Usa ma anche i non (ancora) membri Nato Svezia e Finlandia. Saranno manovre di terra, mare, aria e cyber. Una robusta esibizione di muscoli “alleati”.
 

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