Un bus ogni 5 minuti e due taxi in un'ora. Preferenziali vuote: la protesta si allarga

Sabato 12 Settembre 2020 di Stefania DE CESARE
Test sui viali: in un'ora 10 autobus e 2 taxi (vuoti). Un mezzo ogni 6 minuti. La mobilità alternativa transita a singhiozzo su viale Otranto. Continuano i problemi per chi percorre il lungo asse viario che costeggia il centro cittadino, la cui mobilità è stata stravolta dall'arrivo delle bike lane e delle corsie preferenziali. I disagi sulle strade, con percorsi per bus deserti (o quasi) e auto in coda lungo i percorsi ristretti (registrati nei giorni scorsi nel viaggio di Quotidiano) sono stati confermati anche dai commercianti della zona.
Gli esercenti hanno lamentato una scarsa frequenza di bus lungo l'asse viario che rende quasi nulli i vantaggi di avere delle corsie ad hoc per i mezzi pubblici: «Hanno ridisegnato le corsie per i bus ma le frequenze sono sempre le stesse. E allora che senso ha?». Ma qual è la frequenza degli autobus? Il monitoraggio è partito alla fermata numero 101, l'ultima di viale Otranto ma ribattezzata Cavallotti, proprio a pochi passi da piazza Tito Schipa. Il cronometro è scattato alle 10.30. Pochi minuti ecco il primo autobus: il numero 32 (10.36) proveniente dal City Terminal ha percorso il viale facilmente: la corsia, infatti, era libera mentre sulla sinistra le auto in coda strombazzavano a causa di un imbuto creato dalle ruspe all'altezza del cantiere Ex Massa. Alle 10.45 il secondo bus: il 28, in arrivo Borgo Pace, è arrivato alla fermata senza troppi problemi. Qualche difficoltà, invece, per le biciclette alle spalle del mezzo pubblico: i ciclisti hanno preferito invadere la corsia delle auto rischiando però di creare problemi alle vetture in arrivo. Percorso in salita per il 24 (10.50) e il 29 (10.51) provenienti da Piazza Palio e Foro Boario. Per i due mezzi pubblici, infatti, i problemi sono cominciati a partire dalla Questura dove le auto viaggiano occupando tutta la strada. Pochi metri più avanti, però, ecco il cambio improvviso: le auto si ritrovano a dividere lo spazio con i parcheggi (a sinistra) e con le corsie per bus e bici (a destra). Un cambio di marcia che disorienta chi è al volante, costretto a slalom per mettersi nella corsia giusta ma che, di fatto, intralcia il percorso dei bus. Stesso copione per il 27 e il 25 (11.02 e 11.03) che hanno registrato difficoltà nei pressi dell'intersezione con via Don Giovanni Minzoni (all'altezza dell'Istituto Marcelline). La corsia destinata ai bus è stata occupata a lungo dalle vetture costrette a superare le doppie strisce continue gialle e bianche per evitare di occupare l'incrocio. Più facile la corsa delle 11 per il numero 29 e del 32: entrambi hanno rispettato i tempi previsti nell'orario di servizio (11.08 e 11.14) trovando tutta la carreggiata deserta e libera da veicoli. Complicato, invece, l'arrivo del 29 (11.21) e del 24 (11.26). Chi viaggiava sui mezzi, infatti, è stato testimone di alcuni sorpassi fantasiosi ad opera dei leccesi: con la carreggiata occupata da due file di auto bloccate nel traffico, c'è chi ha pensato di liberarsi dall'imbuto sorpassando a destra delle corsie per bus,ovvero utilizzando le bike lane per le bici.
Fine del monitoraggio: dieci bus e due taxi vuoti (10.46 e 11.27) nell'arco di 60 minuti. Pochi, almeno secondo i commercianti, per giustificare la rivoluzione sulla carreggiata. E dopo lo sfogo dei singoli esercenti arriva anche la presa di posizione di FedImprese Lecce: «Sono proteste condivisibili - afferma il presidente Salvatore Longo - non ci si rende conto che con la partenza delle scuole il traffico aumenterà e il rischio caos è dietro l'angolo. Immettersi nei corridoi diventa difficoltoso perché nessuno ti lascia passare. Chi ha un negozio deve essere messo in condizione di spostarsi per la città. Le auto? Sempre in coda».
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