E Legambiente plaude: «Esempio da cui ripartire»

Domenica 1 Dicembre 2019
Andrea TAFURO
«Ben venga l'impianto di compostaggio a Lecce». Il plauso alla proposta del sindaco del capoluogo, Carlo Salvemini, di realizzare un sito di trasformazione dell'organico per tentare di chiudere il ciclo dei rifiuti nel Salento attraverso l'attivazione di una filiera corta, arriva da Maurizio Manna, componente del direttivo Legambiente Puglia, nonché membro del consiglio Nazionale ambientalista.
«Come associazione siamo d'accordo con quanto dichiarato dal sindaco di Lecce e riteniamo importante che un'amministrazione pubblica, forse la prima in Italia, si faccia carico di una scelta coraggiosa ma necessaria. É semplice parlare di emergenza impiantistica o allarme rifiuti, ma qualcuno oltre alle lamentele deve pur compiere i passi necessari e intervenire responsabilmente per dare adeguata risposta alle esigenze. Il problema va risolto a livello locale. Condividiamo quindi prosegue Manna - la proposta di realizzazione dell'impianto di compostaggio, che permette di avere sul territorio un'intera filiera capace di incidere in modo positivo su tutta una serie di situazioni al momento raccapriccianti, come la spedizione dei rifiuti fuori regione, con costi ambientali ed economici enormi».
Tra presente e futuro, Legambiente Puglia sempre in prima linea per la tutela dell'ambiente, ricerca inoltre soluzioni ai problemi attraverso processi tangibili, innovativi e sicuri. «Occorre concretezza per parlare di ambientalismo in Italia e in Puglia. Noi siamo ambientalisti scientifici, non scendiamo in campo per strumentalizzare proteste di questo o quell'altro. Non facciamo parte di questa categoria di attivisti sottolinea il componente nazionale di Legambiente. Puntiamo a ridurre la complessità delle operazioni promuovendo lo sviluppo delle filiere sul territorio. Siamo ecologisti che ricercano la soluzione dei problemi ambientali, senza scaricare le patate bollenti agli altri. Diamo quindi sostegno e forza ad una proposta convinta e non estemporanea, che viene da un Ente pubblico e che va certamente nella direzione dell'interesse comune».
Un impianto che, come precisato dal primo cittadino di Lecce, Carlo Salvemini, sarebbe pubblico e alternativo a quello privato che MetApulia vuole realizzare nella zona industriale del capoluogo. «Personalmente credo che nel pubblico le finalità prevalenti siano collettive, quindi protratte alla risoluzione del problema con maggiori tutele commenta ancora Maurizio Manna - Al centro del progetto ci dev'essere la qualità e la salvaguardia dell'ambiente e della salute pubblica, per questo prediligo un impianto pubblico, realizzato per dare risposte ad un problema della comunità e non per fini di lucro». Una soluzione quindi che potrebbe aver risolto lo scontro tra Regione Puglia e i sette sindaci dei Comuni dell'hinterland leccese (Lizzanello, San Donato, San Cesario, Lequile, Castrì di Lecce, Caprarica di Lecce, Vernole) riuniti l'altro ieri nel consiglio comunale congiunto, andato avanti oltre tre ore, con la richiesta di modifica della proposta del piano regionale per la gestione dei rifiuti. «La strada maestra è la green economy. Complimenti al sindaco Salvemini, per aver avuto il coraggio di fare un passo che dovrebbero fare più amministrazioni in Italia. Auspichiamo pertanto - conclude Manna - che questa scelta non resti una voce isolata ma sia un buon esempio da cui ripartire in maniera integrale».
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