Roma candidata ad ospitare l'Expo 2030, Gualtieri «E' il luogo ideale»

La Capitale si candida con il progetto «Persone e territori: rigenerazione urbana, inclusione e innovazione»

Martedì 14 Dicembre 2021

Parte la corsa verso l'Expo 2030. E' stata presentata ufficialmente la candidatura di Roma per l'esposizione mondiale 2030 di fronte all'Assemblea generale del Bureau International des Expositions (Bie) alla presenza del ministro degli Esteri Luigi Di Maio, del sindaco di Roma Roberto Gualtieri, del presidente del Comitato di candidatura Giampiero Massolo, e del direttore generale del Comitato Giuseppe Scognamiglio. Inizia così oggi la campagna verso l'assegnazione. A contendere la kermesse alla Capitale d'Italia ci sono quattro sfidanti: Mosca (Russia ), Busan (Corea del Sud), Odessa (Ucraina) e  Riad (Arabia Saudita).

 

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Per il sindaco Gualtieri «Roma è il luogo ideale» per Expo 2030 per «cinque ragioni: Roma è una città unica che mostra la sua storia di migliaia di anni», qui «si può osservare come si sono evoluti nei secoli i rapporti tra i popoli e i loro territori»; «è la città con la cintura verde più estesa al mondo»; «è un bastione della cultura e della scienza»; «è tradizionalmente una città aperta e inclusiva»; infine il Giubileo del 2025 «manderà un potente messaggio di inclusione, solidarietà e speranza» ha detto Gualtieri. 

 

Roma, città eterna, crocevia del mondo e della storia, da sempre collega Europa, Africa e Medio Oriente ed è in costante evoluzione come attestano le millenarie stratificazioni del suo patrimonio archeologico e artistico: per questo è la candidata ideale, secondo il governo italiano, a ospitare l'edizione 2030 dell'Expo con il progetto dal titolo «Persone e territori: rigenerazione urbana, inclusione e innovazione». Ad annunciare la candidatura Di Maio che ha detto: «A 15 anni da Expo Milano, il governo italiano, in partnership con il Comune di Roma, i suoi cittadini, le autorità locali e il Paese nel suo insieme, presenta oggi la candidatura per ospitare l'Esposizione Mondiale del 2030 a Roma, la Città Eterna, dal 25 aprile al 25 ottobre». «Oggi, 170 Paesi fanno parte del Bureau, condividendo la missione di esporre e diffondere gli strumenti a nostra disposizione per rispondere alle esigenze della civiltà e per vincere le sfide del futuro. Questa nobile missione merita il nostro pieno e costante impegno», ha proseguito il titolare della Farnesina ricordando che l'Italia è tra gli undici Paesi fondatori del Bureau.

 

Il processo ora prevede che sei mesi dopo la presentazione della lettera di candidatura (avvenuta a ottobre), inizi la fase di esame del progetto, con le 'Enquiry Missions' del Bie chiamate ad esaminare i dossier dettagliati di ciascuna candidata e a valutarne la fattibilità. Il Paese ospitante dell'Expo mondiale 2030 viene poi eletto dagli Stati membri del Bie (169) riuniti in un'Assemblea Generale, sulla base del principio di un Paese, un voto. Per vincere l'assegnazione sono necessari i due terzi dei voti al primo turno. Se nessun candidato li ottiene, viene eliminato l'ultimo e così via fino a quando non restano solo due candidati. A quel punto vince chi conquista la maggioranza semplice.

Ultimo aggiornamento: 15 Dicembre, 07:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA