Pugnalato a morte nella battaglia tra ragazzini convocata via social

Venerdì 1 Ottobre 2021 di Giammarco Oberto

Simone che fa la faccia da duro, sui social. Simone che in realtà «era un ragazzo dolcissimo». Ha lasciato i suoi 22 anni su una lettiga al pronto soccorso del San Gerardo di Monza. Le ferite erano troppo gravi. Accoltellato alla schiena e sotto l’ascella sinistra, colpito anche alla testa, forse con un bastone.

Dimitri Simone Stucchi abitava a Vimercate, ogni tanto aiutava il padre nell’edicola di famiglia. È morto a 12 chilometri da casa, a Pessano con Bornago, per un’assurda faida tra due gruppi di giovani, una resa dei conti convocata via social per risolvere le questioni in sospeso una volta per tutte. Quali fossero, lo chiarirà l’inchiesta della Procura di Monza, che con i carabinieri cerca di ricostruire quello che è accaduto mercoledì notte intorno ai giardinetti di Pessano.

La battaglia tra le felpe squarcia il silenzio di via della Vigna poco dopo le 23. L’ora della convocazione fissata via social: da una parte quelli di Pessano con Bornago, dall’altra quelli di Vimercate. Nulla di prosaico come La guerra dei bottoni o I ragazzi della via Pal. Sono tutti armati. Hanno bastoni, bottiglie. Ci sono i coltelli. Sembra che il casus belli sia un venti euro falso con cui è stato acquistata della droga, quest’estate. Da settimane le due fazioni si attaccavano sui social. Alla resa dei conti si presentano 15, forse venti ragazzi. E tutto degenera. «Guardavo tra le imposte, c’erano tutti questi ragazzi che correvano in strada da una parte e dall’altra. Facevano urla disumane - racconta un’anziana il cui balcone affaccia sui giardinetti - avevano tutti questi cappucci calati sulla testa, neri».

Lo scontro è feroce. All’improvviso c’è un fuggi fuggi, a terra restano Simone e un altro ragazzo: ha appena 16 anni, ha ricevuto una sassata in testa, lo sdraiano su una panchina. Escono alcuni residenti. Dimitri Simone Stucchi respira ancora, chiamano i soccorsi. La strada si riempie di sirene. Il 118 tenta una corsa disperata al pronto soccorso del San Gerardo, ma il 22enne non ce la fa: muore per emorragia. L’adolescente viene ricoverato: non è in pericolo di vita. Il suo amico dice che passavano di lì per caso e una pietra lo ha colpito. In strada è rimasto uno scenario da battaglia. Bastoni, cocci di bottiglia, una pozza di sangue. I carabinieri trovano anche un pugnale, forse quello che ha colpito Simone. I militari hanno sequestrato i filmati delle telecamere della zona intorno ai giardinetti. Confidano di dare a breve un nome e un ruolo a tutte le “felpe” che si sono affrontate in strada.

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