Milano, dehors gratuiti: arriva la proroga. I tavolini in strada restano anche in pieno inverno

Venerdì 25 Settembre 2020 di Simona Romanò

Una città che vive all’aria aperta anche d’inverno per convivere meglio con il Covid. Bar e ristoranti potranno mantenere i tavolini all’aperto, senza pagare l’occupazione del suolo, anche dopo il 31 ottobre (data in cui scadevano i permessi straordinari concessi nel post virus). È quanto ha annunciato su Facebook il sindaco Giuseppe Sala: «Abbiamo voluto, a maggio, sostenere i ristoratori, messi in crisi dal lockdown. Il provvedimento ha funzionato, un gradimento che è sotto gli occhi di tutti». Raccomanda però «buonsenso» per risolvere alcune criticità: «Ho chiesto che venga posta grande attenzione al tema degli orari e di fare un’analisi puntuale riguardo i posteggi per i residenti e la mobilità per pedoni e passeggini».

«È una misura che guarda ai pubblici esercizi – dichiara Carlo Squeri segretario di Epam – vedremo però il riscontro, perché d’inverno tavolini e ombrelloni saranno meno utilizzati dalla clientela: forse per un aperitivo sì, per una cena di alcune ore magari meno». E ancora: «Ci auguriamo un ulteriore sgravio sulle tasse comunali per i titolari che, invece, non hanno potuto e non potranno, per la mobilità della loro zona, montare dal nulla i plateatici». I dehors battezzati nell’era del Covid rimarranno, secondo le aspettative dei ristoratori, fino alla prossima primavera, per poi pensare a plateatici più definiti, magari da usare sempre, cambiando il volto di Milano. Ci sperano i gestori dei locali, che intanto pensano nell’immediato di chiedere al Comune di poter installare lampade riscaldanti e paratie a protezione del freddo.

Se i commercianti esultano, gli abitanti un po’ meno: le proteste scoppiano un po’ ovunque, perché la marea di tavolini è spuntata dappertutto. La vera insurrezione è però nei quartieri delle movida: all’Isola è già stata avviata una raccolta firme “no dehors, sì alla restituzione dei posti auto”. Per Franco Spirito di ProArcoSempione «è inaccettabile, perché perpetua il degrado e il disordine in una zona di interesse monumentale, per la quale la sovrintendenza non si è fatta sentire».

Ultimo aggiornamento: 08:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA