Poliziotta si uccide in Questura, si è sparata un colpo con la pistola d'ordinanza: da inizio anno 49 suicidi tra le forze dell'ordine

La militare, 46 anni, ha lasciato una bambina piccola. Mazzetti (Segretario Generale Fsp Polizia di Stato): «Numeri agghiaccianti, urge intervento»

Poliziotta si uccide in Questura a Verona, si è sparata un colpo con la pistola d'ordinanza: da inizio anno 49 suicidi tra le forze dell'ordine
Poliziotta si uccide in Questura a Verona, si è sparata un colpo con la pistola d'ordinanza: da inizio anno 49 suicidi tra le forze dell'ordine
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Martedì 13 Settembre 2022, 13:16 - Ultimo aggiornamento: 14:18

Una poliziotta è morta lunedì sera nella Questura di Verona. Ha deciso di togliersi la vita, sparandosi un colpo alla testa con una pistola d'ordinanza. Il suo decesso porta a 49 il numero dei suicidi tra le forze dell'ordine nel 2022. Un numero drammaticamente alto. Appena due giorni prima altri tre colleghi aveveno fatto lo stesso. La militare, 46 anni, era mamma di una bambina piccola.

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La donna si è tolta la vita nella serata di lunedì. A dare l'allarme, dopo lo sparo, sono stati i colleghi. I soccorritori del 118 l'hanno trasportata in condizioni disperate all'ospedale, ma non c'è stato nulla da fare. Valter Mazzetti, Segretario Generale Fsp Polizia di Stato, ha parlato all'indomani del tragico evento: «Sono numeri agghiaccianti e, come è noto, la media fra gli operatori del comparto che si tolgono la vita è ben superiore alla media nazionale che conta inoltre tutte le fasce d’età, mentre quella dei colleghi è una fascia anagrafica delimitata. Continuare ad assistere inermi a questa ecatombe non si può. E, se pure nessuno può conoscere le singole realtà di fragilità e di sconforto che sfociano in simili tragedie, ciò che sappiamo, appartenendo a questo mondo, è che i disagi, i sacrifici, le difficoltà sono tante e tali che certamente alleviarle ed eliminarle, quando possibile, sarebbe determinante», le sue parole. 

«È troppo sbrigativo - prosegue Mazzetti - addebitare il suicidio di un poliziotto a un divorzio senza pensare che, magari, un rapporto si deteriora perché un poliziotto non riesce neppure a condividere la vita familiare a causa del lavoro. Prevenire vuole dire rimuovere o limitare al massimo questi fattori di criticità. Gli strumenti e le proposte normative che vengono delineate, per prevenire il disagio dei poliziotti ma anche per consentire loro di affrontarlo senza remore, devono trovare immediata risposta dalla politica. E con la stessa urgenza attendiamo provvedimenti concreti che contribuiscano ad alleviare le difficoltà tecnico-operative ed organizzative di un settore che richiede investimenti seri. Perché la sicurezza, proprio come la vita delle persone che lavorano per essa, non può essere considerata un costo».

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