Pasta al forno per merenda a scuola: rischio sospensione per 10 studenti di Andria. Il preside: «Non siamo il liceo dei “maccheroni!"»

Vaschette monoporzione di tagliatelle cotte al forno: «È vietato »

Giovedì 30 Settembre 2021
Non una semplice merenda ma una porzione di pasta al forno: 10 studenti del Colasanto di Andria hanno ricevuto un provvedimento disciplinare

Se nell'immaginario comune, la merenda a scuola include un piccolo e semplice snack, un tramezzino o un succo di frutta, c'è chi ha voluto cambiarne totalmente il senso, scegliendo la pasta al forno. È quanto accaduto al Liceo "Colasanto" di Andria, in provincia di Bari, dove dieci studenti di una classe prima hanno scelto una merenda "alternatva" e ora rischiano la sospensione: vaschette monoporzione di tagliatelle cotte al forno. Una scelta ritenuta assolutamente eccessiva dal Dirigente dell'Istituto, in relazione al contesto scolastico, che ha ritenuto opportuno un provvedimento disciplinare.

 

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«Al Colasanto non facciamo doppi turni, non abbiamo una mensa autorizzata dalla Asl dove poter gestire cibi caldi – ha detto il preside, Cosimo Antonio Strazzeri – oltretutto, siamo in emergenza sanitaria da covid19 ed è inimmaginabile manipolare cibi cotti; è vietato se non autorizzato dagli organismi competenti: questo ci impone un rispetto delle regole e massima attenzione dal punto di vista igienico e sanitario».

Avvertito da vicepreside e professori, il Dirigente è entrato in classe ed ha ammonito gli alunni dicendo: «È questo un luogo deputato all’insegnamento e non alla consumazione di pasti caldi che è impossibile consumare in 10 minuti compromettendo anche la fase digestiva. Al Colasanto non è previsto il rientro ed è ingiustificata l’introduzione di cibi caldi dall’esterno e di incerta provenienza». E sottolinea ancora: «Qui si fanno cose più serie e che non è tollerabile un atteggiamento di violazione delle regole igieniche e di buonsenso. A breve inaugureremo una importante mostra d’arte e ci sono in serbo tante novità su cui sarebbe meglio soffermare anche l’attenzione dei media. Non vogliamo essere ricordati come la scuola dei “maccheroni!».

 

Ultimo aggiornamento: 1 Ottobre, 14:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA