Papà malato terminale di cancro uccide il figlio di 13 anni: «Non voleva che restasse solo»

Giovedì 6 Febbraio 2020 di Nico Riva

Aveva solo 13 anni, ma suo padre di 40 non ha avuto pietà e l'ha pugnalato a morte. Il movente dell'orrendo omicidio sarebbe ancor più incredibile. L'uomo, Oleg Drachev, ha un tumore terminale al cervello e avrebbe ucciso il figlio perché temeva che sua moglie non sarebbe stata in grado di crescerlo da sola. Una storia agghiacciante quella che arriva da Mosca, riportata dal Daily Mail. 

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La polizia ha preso in custodia il quarantenne, che ha cercato di accoltellare anche la moglie, la quale è fortunatamente riuscita a chiuderlo a chiave in bagno e ha chiamato le forze dell'ordine. Il rapporto della polizia dice che la coppia e il tredicenne Ilya formavano una famiglia felice e devota, fino a quando non è arrivata la diagnosi di cancro incurabile per l'ingegnere ed ex militare Oleg Drachev. I parenti hanno inoltre riferito che l'uomo amava il figlio e ci passava insieme tutto il tempo libero che aveva. La madre di Drachev ha confessato alla stampa: «Non potete neanche immaginare quanto amasse suo figlio. Ma dopo la diagnosi di cancro, è impazzito». Infatti, sarà posto presto sotto esame in un ospedale psichiatrico. 

Insieme padre e figlio facevano escursioni, nuoto, e lavoravano il legno. Avevano costruito insieme una cuccia per il loro cane. All'arrivo degli agenti, ha confessato di averlo ucciso perché nessuno avrebbe potuto prendere il suo posto nel crescere il ragazzo, a cominciare dalla moglie. Secondo la ricostruzione della dinamica dei fatti, Drachev ha pugnalato il figlio mentre dormiva. La moglie era uscita poco prima per andare a lavoro. Ma quando nessuno dei due ha risposto alle sue telefonate, la donna è corsa verso casa, trovando il figlio morto nel letto, in un lago di sangue

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