Il piccolo ha fretta di nascere: parto in casa grazie al 118

Sabato 12 Settembre 2020 di Maurizio DISTANTE
È lungo 48 centimetri, pesa 2 chili e 720 grammi, si chiama Giambattista, sta bene ed è nato in casa, grazie alle cure amorevoli del papà che ha aiutato mamma Nicoletta, 33enne brindisina anch'ella in buone condizioni di salute, a dare alla luce il loro terzogenito e all'intervento del personale del 118, accorso nella casa di famiglia del rione Commenda dopo la chiamata dell'uomo.
I soccorritori del servizio di emergenza e urgenza sono arrivati nell'abitazione del quartiere brindisino intorno alle 7 di ieri mattina. «Intorno alle 6 si legge in una nota dell'ufficio stampa dell'Asl -, la donna aveva iniziato ad avvertire, in maniera sempre più forte, i classici dolori da parto. Il marito, dopo averle fornito assistenza immediata per le necessità impellenti, ha contattato verso le 7 il numero di emergenza sanitaria 118».
Il piccolo è nato dopo pochi minuti, praticamente in contemporanea con l'arrivo dei soccorsi: medici e infermieri hanno completato l'opera intrapresa da marito e moglie. Madre e figlio sono stati poi trasportati d'urgenza in Pronto soccorso e trasferiti subito dopo le cure del caso nel reparto di Ostetricia e Ginecologia dell'ospedale Perrino di Brindisi. «La signora Nicoletta ha ringraziato il personale del Perrino e del 118 concludono dall'azienda sanitaria -, il cui intervento ha consentito di chiudere nel migliore dei modi un'avventura nata in condizioni decisamente difficili». Condizioni difficili che però non hanno compromesso il felice esito della storia del bambino fatto in casa: l'intervento del papà, reattivo nel comprendere la situazione in tutta la sua urgenza e delicatezza, e quello successivo del personale del 118, i cui operatori hanno perfezionato e ultimato le manovre necessarie al parto, hanno consentito un rapido e sicuro trasferimento in ospedale, dove mamma e figlio sono arrivati in buone condizioni. La fretta di nascere che Giambattista aveva, quindi, non ha avuto conseguenze ma ha solo scombussolato un po' i piani della famiglia che, probabilmente, sperava in una nascita meno movimentata. Giambattista è venuto alla luce in una situazione di emergenza, quindi, tanto più in questo periodo monopolizzato dal Coronavirus che getta un'ombra di preoccupazione su ogni aspetto della vita, specie su quelli legati in qualche modo al mondo sanitario come è un parto. Fortunatamente, il bambino ha potuto contare su un papà dal notevole sangue freddo e dalla grande responsabilità e sugli operatori del 118 brindisino che, ancora una volta, hanno dimostrato di essere formati per affrontare le più diverse situazioni quando chiamati in causa e di avere ben chiari i propri compiti e i propri doveri. Nascere in casa, una volta era la norma ma ormai il tempo dei parti casalinghi è passato da diversi decenni, grazie ai progressi del sistema sanitario nazionale che garantisce a tutte le mamme e ai loro bambini una sala parto attrezzata, del personale ostetrico qualificato e un letto dove riposare ed essere monitorati costantemente dopo la nascita. Senza nulla togliere ai suoi fratelli, Giambattista avrà un posto speciale nelle storie di famiglia: quando crescerà, in occasione dei suoi compleanni, delle feste comandate, dei traguardi che raggiungerà, delle riunioni dei parenti o degli amici, la sua storia a lieto fine probabilmente sarà destinata a essere raccontata, accompagnata da un sorriso e dall'animo leggero di chi sa che è andato tutto bene, nonostante tutto.
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