Rapito per un debito di droga e liberato dai carabinieri: 5 arresti

Rapito per un debito di droga e liberato dai carabinieri: 5 arresti
Il figlio 21enne di un fornaio di Noci (Bari) è stato sequestrato la notte del 18 novembre da un commando di cinque persone armate con Kalashnikov e pistole che hanno fatto irruzione in casa sua, sparando alcuni colpi per intimorire i parenti. Il giovane è stato poi ritrovato e liberato dai carabinieri a distanza di poche ore, legato nel ripostiglio dell’abitazione di uno dei rapitori che è stato arrestato insieme con i suoi presunti complici, con l’accusa di sequestro di persona a scopo di estorsione, rapina aggravata e detenzione di armi. Dalle indagini è emerso che il rapimento riguarderebbe il recupero di un presunto credito di 50mila euro maturato dai rapitori nei confronti di un parente del giovane, per il pagamento di una partita di droga.
La rapina commessa in casa a Noci, ai danni di un panificatore e il sequestro del figlio del commerciante compiuto dai cinque uomini arrestati dai carabinieri, ha avuto un precedente il 9 novembre. È questo uno dei particolari resi noti dagli investigatori che oggi hanno arrestato cinque persone che dovranno rispondere di sequestro di persona a scopo di estorsione, rapina aggravata e detenzione di armi e munizionamento comuni e da guerra in concorso. I cinque uomini arrestati che domenica sera - secondo quanto accertato dai carabinieri - hanno fatto irruzione nella villetta, con annesso laboratorio per la panificazione, alla periferia di Noci, in provincia di Bari, compiendo una rapina nell’abitazione e sequestrando un giovane di 21 anni figlio del titolare della panetteria, sono: sono Nicola Annoscia, di 29 anni (chiamato ‘scupidd’); Pasquale Lorusso, di 32; Carmine Manzari, 25; Luigi Annoscia, di 20 e Cristofer Manzari, di 28 anni. Tranne Lorusso che è di Adelfia, tutti gli altri sono di Noicattaro. Tutti hanno precedenti penali. Il 9 novembre il commando criminale - secondo quanto reso noto dagli investigatori - aveva già preteso la restituzione di danaro, una cifra ancora non quantificata con certezza, compresa tra i 30 e i 50mila euro, per una partita di droga acquistata da Paolo Locorotondo, con numerosi precedenti per droga, fratello del panificatore e zio della vittima del rapimento, entrambi estranei a ogni attività del congiunto. Il 9 novembre i criminali aggredirono Paolo e il fratello Angelo portando via un furgone della panetteria e un altro mezzo da lavoro preso a noleggio. È stato il sequestro del nipote, preso in ostaggio, incappucciato e nascosto nell’abitazione di Carmine Manzari a Noicattaro, a convincere Paolo Locorotondo a chiedere aiuto ai carabinieri. Ai militari Locorotondo ha fatto il nome di Nicola Annoscia, quale creditore dei soldi e poi risultato a capo del gruppo criminale, consentendo di identificare tutti i complici e di liberare il nipote che, non si esclude, forse sarebbe stato trattenuto in ostaggio fino al saldo del debito. (Ansa)
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Martedì 20 Novembre 2018 - Ultimo aggiornamento: 14:20