Salento, Tap: violazioni della Seveso, archiviato il procedimento per i dirigenti

Salento, Tap: violazioni della Seveso, archiviato il procedimento per i dirigenti
Definitivamente archiviato il capitolo dell’inchiesta Tap stralciato e dedicato a presunte (e quindi ora insussistenti) violazioni della direttiva Seveso sui rischi di...

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Definitivamente archiviato il capitolo dell’inchiesta Tap stralciato e dedicato a presunte (e quindi ora insussistenti) violazioni della direttiva Seveso sui rischi di incidenti rilevanti. 


Il gip Alessandra Sermarini ha chiuso il caso dopo diverse udienze in camera di consiglio, dovute all’opposizione alla richiesta di archiviazione e poi anche a un reclamo formulati dai sindaci di una serie di comuni salentini che si ritenevano persone offese dai reati contestati. Tra questi, naturalmente, anche Melendugno

Gli indagati 

Ad essere indagati erano Gilberto Dialuce (difeso dall’avvocato dello Stato, Fernando Musio) e Clara Risso (assistita dall'avvocato Andrea Sambati, e da legali dello studio Severino), il primo direttore generale per la sicurezza dell’approvvigionamento e le infrastrutture energetiche del ministero per lo Sviluppo economico e l’altra legale rappresentante della società Trans Adriatic Pipeline ai quali erano contestati reati edilizi e paesaggistici, deturpamento di bellezze naturali, danneggiamento, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e violazione della normativa Seveso. 
Le contestazioni erano contenute nell’unica inchiesta su Tap, oggi parzialmente a processo, dinanzi al giudice monocratico di Lecce Maria Francesca Mariano. Nel settembre 2019 c’era stato lo stralcio del pm Valeria Farina Valaori con richiesta di archiviazione. La vicenda, o meglio la porzione di vicenda (non di poco rilievo, considerata l’intera questione), si è trascinata a lungo anche per via di una serie di impugnazioni e di formali contestazioni a vari livelli. È andata in Cassazione, poi tornata a Lecce. Se ne sono occupati almeno altri due giudici. 
Sul fronte delle persone offese, i sindaci di Melendugno, Vernole, Castrì, Calimera, Lizzanello, Martano e Corigliano, il presidente del comitato No Tap, il presidente della Regione, Michele Emiliano, e le associazioni. 
Le difese sono state sostenute dagli avvocati Francesco Calabro, Ladislao Massari, Mario Tagliaferro, Valentina Mele, Oronzo Calsolaro, Giulio De Simone, Salvatore Greco, Luigi Rella, Francesco Zizzari, Francesca Conte, Piero Mongelli e Carlo Barone.

Le considerazione del gip

«Il monumentale carteggio in atti - scrive il gip - non consente di cogliere profili di penale responsabilità in ordine all’iter amministrativo seguito, evenienza questa tranciante e assorbente rispetto a qualsiasi rilievo penale, giustamente essendosi escluso l’elemento oggettivo della truffa». 


E poi ancora: «In proposito - prosegue - preme osservare come non si comprenda la stessa imputazione sotto un profilo quantomeno logico sia con riferimento al rilievo penale della mancata applicazione della legge Seveso, sia nella fantasiosa intesa fraudolenta tra gli indagati di cui uno non risulta in carica al momento dei fatti, l’altro che si è attenuto scrupolosamente alla legge e alla procedura, tanto che lo stesso Stato ne ha assunto la difesa. A fronte di ben due richieste di archiviazione, di cui una a firma del procuratore capo, di un decreto di archiviazione e di sentenze rese dai Tribunali amministrativi, appare difficile quindi ipotizzare la sopravvenienza delle accuse a carico degli indagati in sede dibattimentale».  Leggi l'articolo completo su
Quotidiano Di Puglia