D’Ambrosio mette ordine: «Stop selfie e donne seminude»

Mons. Domenico D'Ambrosio
Cari turisti, volete ammirare dal vivo i tesori nascosti? Pagate. Da oggi si volta pagina. La Curia di Lecce ha deciso. Due euro a cranio per accedere alla cripta restaurata di fresco (prima del recupero era un euro o offerta libera) e prenotazione on line obbligatoria per i gruppi che superano le 10 unità per visitare la cattedrale.
Monsignor D’ambrosio non ne può più. «Abbiamo bisogno di personale che gestisca la sicurezza - commenta spiegando la svolta annunciata - la chiesa è e rimane un luogo di culto, non è una piazza», avverte parlando con le autorità civili e militari nell’attesa di benedire il soccorpo appena tirato a lucido. Lo spunto gli è offerto dalle scolaresche che in quel preciso momento entrano ed escono allegramente dal Duomo, senza farsi neppure il segno della croce. Sette, otto gruppi in contemporanea, anche ieri i turisti si contavano a centinaia. Caos perenne. Schiamazzi vari. E maleducazione dilagante. «Urlano e pretendono di entrare con i propri animali, le donne spesso e volentieri si presentano seminude, e guai a farglielo notare, io di recente sono stato apostrofato con parole irripetibili. Andate a vedere i bagni della cattedrale: sono tutti segnati. Per non parlare dei selfie dei turisti, addirittura nei confessionali».
Altro che inno al turista e “chiese aperte” fruibili a tutte le ore del giorno e della notte. D’Ambrosio accende il semaforo rosso. E, non potendo imporre per l’accesso al duomo il pagamento del biglietto (provvedimento appena predisposto per l’Apollo dal Comune) in quanto vincolato dall’8 per mille, ha deciso di regolamentare le visite guidate. La parola d’ordine, appunto, è «dare ordine».
«Stiamo studiando il sistema migliore da adottare», spiega sulla scia di esperienze simili che in altre basiliche, anche pugliesi (quella di Trani, per esempio) sono in auge da anni. Di certo, al momento, è che i gruppi che superano il numero stabilito di 10 persone dovranno prenotarsi entro le 36 ore dal giorno della visita che, in ogni, continuerà ad essere gratuita. Al contrario di quel che sarà per la cripta e locali annessi per i quali l’obolo sale da uno a due euro.
Servirà, oltre a rimpinguare le casse, a redimere il cafone di turno? In cattedrale, così come nella basilica di Santa Croce, accade di tutto. I migliori osservatori sono le guide locali, che spesso hanno denunciato sconcerie di ogni genere viste coi propri occhi e stigmatizzate ad alta voce tanto da essere, molte di loro, contrarie alle aperture in orari extra culto: mamme che cambiavano i pannolini ai loro neonati, giovani che sgranocchiavano patatine, clochard che urinavano all’interno dei confessionali. E poi le tante donne che, al pari di molti uomini che si presentano in calzoncini corti e canottiera, vestono con abbigliamento per niente rispettoso della cristianità dei luoghi.
 
Oltre al pagamento del biglietto, in altre città hanno messo giù anche un decalogo a cui i visitatori devono attenersi scrupolosamente. Farà lo stesso anche la Curia? D’Ambrosio stigmatizza gli eccessi al femminile. E porte chiuse alle donne seminude. Controlli permettendo.
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Venerdì 21 Aprile 2017 - Ultimo aggiornamento: 18:08