Referendum, il sì vince in tutti i 60 Comuni: record a Onano con l'83,51%. I numeri

Martedì 22 Settembre 2020 di Massimo Chiaravalli
La Tuscia ha detto sì. Anche qui ha stravinto la volontà di andare verso il taglio dei parlamentari. Al referendum costituzionale ha infatti prevalso il via libera alla riduzione con il 69,11 per cento, contro il 30,89 che ha invece sostenuto le ragioni del no.

Referendum, affluenza al 48,72. Boom nei Comuni alle amministrative: a Blera l'84,78 per cento

Questi i numeri nudi e crudi. Su 243.632 elettori sono andati alle urne meno della metà: 119.261, il 48,95 per cento. Una sola scheda contestata, 361 bianche e 651 nulle. I numeri di affluenza più elevati si sono registrati nei tre Comuni in cui si votava anche per le amministrative, ma il maggior numero di votanti si è registrato per il referendum costituzionale. Nei tre Comuni dove si doveva scegliere anche il prossimo sindaco, quelli che sono andati alle urne per il taglio dei parlamentari hanno superato quelli per il rinnovo del consiglio comunale. Boom a Blera, sia per il referendum che per le amministrative: hanno espresso la loro preferenza rispettivamente l’84,78 per cento e il 79,47.

Negli altri due Comuni? A Bomarzo l’82,27 e il 76,95, a Civita Castellana il 67,68 e il 64,59. In questi tre casi, le precedenti amministrative avevano fatto però registrare performances migliori: 81,84 Blera, 77,23 Bomarzo e 71,11 Civita Castellana.

Dove invece il taglio dei parlamentari ha avuto pochissimo appeal è stato a Bolsena: qui hanno messo la scheda nell’urna solo il 38,58 per cento degli aventi diritto. Affluenza bassina pure nel capoluogo, sotto la media della Tuscia: siamo al 47,56.

Le ragioni del sì hanno stravinto: il taglio dei parlamentari nella Tuscia ha fatto registrare l’en plein, vincendo a mani basse in tutti i 60 Comuni. Record assoluto a Onano, quasi un plebiscito: per il sì ha votato l’83,51 per cento. A ruota c’è Cellere con l’83,44. Il risultato più alto per il no è stato il 38,71 fatto segnare a Lubriano. A Viterbo città invece il sì ha raggiunto il 65,56.

Il più attivo nella campagna referendaria è stato Massimo Erbetti del Movimento 5 Stelle, schierato per il sì. «Con tutta la campagna contro – dice - non mi sarei mai aspettato di arrivare al 70 per cento. Pensavo al massimo il 60. Ma in questa tornata sono stati pochissimi ad averci messo la faccia. Forse solo Fioroni si è schierato per il no», contrariamente alle indicazioni del segretario del Pd, Nicola Zingaretti. E fa notare un particolare. «Sulle plance non c’era un comitato formato per il no, c’era solo il nostro cartello. Dicevano che se avesse vinto il no il M5S avrebbe preso una batosta, invece ne usciamo molto rafforzati – conclude Erbetti - nonostante la casta abbia messo in campo tutte le proprie forze». Ultimo aggiornamento: 09:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA