Medici no vax da oggi in corsia e negli ambulatori anche nel Viterbese. I dubbi dell'Ordine

Medici no vax da oggi in corsia e negli ambulatori anche nel Viterbese. I dubbi dell'Ordine
di Federica Lupino
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Giovedì 3 Novembre 2022, 05:25 - Ultimo aggiornamento: 4 Novembre, 11:28

Ospedalieri, liberi professionisti e anche un medico di famiglia. Sono i sanitari no vax che da oggi riprenderanno servizio dopo essere stati sospesi per non aver rispettato l’obbligo vaccinale. Quelli iscritti all’ordine provinciale sono 12 e tutti potranno indossare di nuovo il camice. Ma quanti di fatto rientreranno in corsia o riapriranno gli ambulatori sono di più: il numero di coloro che lavorano in strutture sanitarie della Tuscia ma sono iscritti ad altri ordini non è censito a livello locale.

“Ho adottato, come da indicazioni, una procedura di urgenza per il reintegro immediato, in attesa della ratifica da parte del consiglio che si riunirà mercoledì”, fa sapere Antonio Maria Lanzetti, presidente dell'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia. Il provvedimento è figlio dello stop all’obbligo vaccinale per medici, infermieri e tutti i sanitari, compresi gli psicologi. Inizialmente previsto per il 31 dicembre, la fine dell’imposizione è stata anticipata dal nuovo ministro della Salute, Orazio Schillaci, al 1° novembre.

Una decisione che sta sollevando perplessità anche a livello locale. “Ritengo alquanto contrastanti i parametri scientifici su cui si basa: da una parte – ragiona Lanzetti – si reintegrano i medici non vaccinati dall’altro negli stessi ospedali e rsa in cui torneranno a lavorare è confermato l’obbligo dei dispositivi di protezione. Ma allora il Covid è passato oppure no? Se sì, perché indossare la mascherina? Temo che sia una scelta dettata da motivazioni politiche e ideologiche”.

Il presidente dell’ordine ragiona poi su un altro aspetto: “Le motivazioni e la documentazione pseudoscientifica addottate dai colleghi che si sono rifiutati di vaccinarsi è la stessa in tutta Italia, a Viterbo come a Caltanissetta o a Milano. Questo – ritiene – fa sospettare che dietro ci sia stata una strategia precisa. Sospetto avvalorato dalla circostanza che gran parte dei colleghi no vax sono espressione di una precisa parte politica. Ma in questioni scientifiche, la politica non dovrebbe entrarci”.

Lanzetti ci tiene infine a sottolineare che “come ordine non abbiamo mai preso provvedimenti di sospensione a cuor leggero, tanto che nei casi in cui la norma lasciava spazio a una interpretazione più elastica, abbiamo agito sempre favorevolmente al medico. Ma – conclude – è anche vero che le regole vanno rispettate, anche se non le condividiamo. Il reintegro non è rispettoso verso chi ha adempiuto al proprio dovere”.

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