Clima impazzito, aumentano gli eventi estremi nella Tuscia

Clima impazzito, aumentano gli eventi estremi nella Tuscia
di Luca Telli
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Sabato 19 Novembre 2022, 15:46 - Ultimo aggiornamento: 18:30

Temperature che hanno raggiunto per la prima volta i 40 gradi a giugno. Precipitazioni azzerate per mesi ed autocisterne piene di acqua potabile in azione in diversi comuni della provincia. E ancora: fiumi e laghi sotto stress. Il Marta, principale emissario del Lago di Bolsena e caso più eclatante, a luglio aveva una portata ridotta del 60%. Istantanee dei mesi scorsi, di un clima impazzito e di una situazione che potrebbe diventare permanente con effetti devastanti per il territorio.

Effetti che, spiega il report ‘Il clima è cambiato’ dell’Osservatorio CittàClima 2022 realizzato da Legambiente, con il contributo del Gruppo Unipol e pubblicato ieri sono già evidenti in tutta la loro drammaticità. Tra il 2010 e il 2022 il Lazio è al terzo posto per numero di eventi estremi (136), Roma la città più colpita dai cambiamenti e la Tuscia non si salva. Nel 2022 infatti il Viterbese ha dovuto fare fronte ad una siccità durissima, con un crollo delle precipitazioni e Tarquinia triste regina della siccità italiana con appena 104 millimetri di pioggia caduti fino ad agosto, e temperature bollenti. Si legge nel report come: «Il mese di giugno ha visto un’anomalia estrema della temperatura media di +3,3°C se consideriamo l’intero Paese, con punte di 41,2°C a Guidonia Montecelio (RM), 40°C a Prato, Firenze, Viterbo e Roma».

Un fenomeno che nella nostra provincia ha fatto registrare un eccesso di mortalità pari a +48%. Gli appelli, gli stessi ormai da anni, partono da una diminuzione dell’utilizzo degli idrocarburi come fonte di approvvigionamento energetico. Ma non basta. Spiega il presidente di Legambiente Lazio Roberto Scacchi in una nota come: «Nel Lazio tutte le agende politiche, istituzionali e delle grandi aziende devono porre come elemento prioritario un incessante contrasto alle emissioni climalteranti, la mitigazione delle conseguenze e l’adattamento del territorio».

Misure che in qualche modo il comune di Viterbo sta prendendo. Spiega il rapporto come la città sia beneficiaria di un finanziamento di 577mila euro nell’ambiento di un programma del MITE che promuove opera di adattamento climatico. Due gli interventi previsti. Il primo: la realizzazione di quattro aree di forestazione urbana e peri-urbana per contrastare le ondate di calore e le temperature eccessive, con un’estensione complessiva di 2 ettari e situati in aree pubbliche: Piscine Carletti, Valle Faul, il Parco del Quartiere Santa Lucia e il Parco dell’Aeronautica. L’altro: un sistema di raccolta delle acque meteoriche presso l’area di sosta di Via Faul da utilizzare per l’irrigazione

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