Civita Castellana, le mascherine tra i rifiuti: la rabbia degli studenti

Civita Castellana, le mascherine tra i rifiuti: la rabbia degli studenti
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Sabato 29 Gennaio 2022, 13:29 - Ultimo aggiornamento: 14:43

Non è un caso isolato. Quelle buste intatte di mascherine destinate agli istituti scolastici, e abbandonate nei cestini dei rifiuti a Civita Castellana, erano già state viste. Altre confezioni, oltre a quelle ritrovate ieri l'altro a piazza Pertini, erano state lasciate in altre zone della città nei giorni precedenti, sollevando anche in quel caso proteste indignate. Il brutto episodio è stato condannato dalla comunità civitonica, proprio per lo scarso senso civico di chi lo ha messo in atto. Nel frattempo è scattata la richiesta di maggiori controlli all'interno dei complessi scolastici. Sulla vicenda è in atto una verifica da parte dei carabinieri e della Polizia locale. La destinazione delle mascherine recuperate dalla Sate è la discarica di Viterbo.

«Verranno conferite nel sito del capoluogo hanno detto dall'azienda - unitamente ai rifiuti prodotti dalle utenze di persone in quarantena, come prevedono le indicazioni del Servizio sanitario. Alcuni pacchi infatti erano deteriorati».Tra i primi a condannare l'episodio il sindaco Luca Giampieri, che ha usato parole dure. Anche i dirigenti scolastici sono rimasti basiti. «Non conoscevo questa vicenda ha detto il preside dell'istituto Midossi, Alfonso Francocci ma non è da giustificare, visto che il materiale è finito nei cestini. Come scuola ne consegniamo periodicamente, ma è anche vero che c'è un'abbondanza di mascherine. Noi molte le abbiamo messe a disposizione delle associazioni di volontariato».Una forte condanna è arrivata dagli studenti:

«Chiunque abbia compiuto questo gesto dice Bianca Piergentili, Rete studenti medi non è stato rispettoso nei confronti della scuola e di se stesso, visto che si sta lavorando per dare sicurezza agli studenti. La priorità è sempre quella di avere una scuola sicura, che si ottiene soprattutto con l'utilizzo delle mascherine». Il presidente della Consulta degli studenti viterbesi, Luca Tallarico, aggiunge: «Il gesto non è assolutamente rappresentativo della maggioranza dei liceali, che invece le usano correttamente».

Per Nicholas Verginis, rappresentante d'istituto allo Scientifico di Civita, «non ci sono parole per commentare l'accaduto, è una mancanza di rispetto verso chi si affanna per permettere un rientro in sicurezza».

Il suo collega Alessandro Esposito, va oltre: «Non vasta condannare il gesto a parole ha detto - vorremmo sapere ci sono i responsabili, che di certo non rappresentano tutti noi».

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