Ucraina, la fuga di Giulio sotto le bombe: «I russi bombardano le case, in Puglia con me anche moglie e figlia del vicino al fronte»

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Più assordanti delle bombe che hanno distrutto interi quartieri a Kharkiv, nell’Ucraina orientale, ci sono i pugni contro le porte del treno in partenza per Leopoli, a soli 70 chilometri dalla Polonia, dalla frontiera, dalla salvezza europea. «Quel rumore sordo, le urla, la gente ammassata come mai ne avevo vista mi resteranno negli occhi per sempre» racconta Giulio Cipriani, 49 anni, pugliese di Ruvo, dall’hotel dove ha trovato rifugio, dopo 25 ore di viaggio, insieme alla sua compagna ucraina Katia e ai figli di lei, Oscar e Szlata, 16 e 14 anni. La loro casa è stata bombardata: sono fuggiti solo con quello che avevano addosso, mentre dal cielo la Russia si concentrava «su centinaia di obiettivi civili, su interi quartieri residenziali, sui parcheggi»

Nei video amatoriali realizzati da Cipriani e da tanti cittadini ucraini l'orrore degli attacchi, la paura di chi vive sotto le bombe. I video sono stati condivisi su alcuni canali Telegram. «Gli ucraini oggi - dice Cipriani - si informano così. E' difficile anche solo trovare una presa per ricaricare il cellulare, in molte zone del Paese».

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Ancora. «Tanti decidono di restare, non fuggono via - continua, mentre con la sua famiglia cerca di raggiungere la frontiera -. Non si può scappare a cuor leggero dalla propria vita. E Putin non ha considerato il forte orgoglio di questa gente: aveva tanti sostenitori a Kharkiv, ora non più. Hanno preso di mira obiettivi civili, distrutto consapevolmente interi quartieri residenziali. Tutto questo è inaccettabile, una tragedia inaccettabile».

La Puglia si prepara ad accogliere chi fugge dalla guerra. Comuni, parrocchie, la Regione, le Università, ma anche semplici associazioni sono tutti mobilitati per raccogliere beni di prima necessità da inviare in Ucraina e per oliare la macchina dell'accoglienza. 

(A cura di Paola Ancora)