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Setta satanica a Firenze, «Sono il diavolo»: così il capo costringeva minorenni a stupri di gruppo

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di Laura Larcan

«Sono il Diavolo». Si presentava così, un ragazzo di 23 anni residente in provincia di Prato, per soggiogare ragazzi e ragazze giovanissimi, molti anche minorenni, e creare una forma di soggezione psicologica. Li costringeva a subire atti sessuale e stupri di gruppo come "patti col diavolo-vampiro". Una storia agghiacciante svelata alla fine di indagini complesse, partite dalla denuncia della madre di due giovani vittime. Il 23enne, italiano, nato in Russia, studente universitario e residente a Montemurlo, che aveva creato un'autentica setta satanica cinque anni fa, è stato arrestato dalla polizia in esecuzione di una misura di custodia cautelare agli arresti domiciliari, disposta dal gip di Firenze.

Si presentava come il "diavolo-vampiro", con poteri sovrannaturali con l'obiettivo di plagiare ragazzi e ragazze, portati alla «cieca obbedienza e totale accondiscendenza», con la promessa di realizzare i propri desideri e poi spinti a partecipare a rituali come "Il morso del vampiro".  Pe il 23enne è fioccata l'accusa «di riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù, violenza sessuale e pornografia minorile», e dovrà rispondere di 13 episodi di violenza sessuale. Le indagini sono partite nell'aprile del 2019 a seguito della segnalazione da parte della madre pratese di due ragazzi di 17 e 18 anni all'Osservatorio Nazionale Abusi Psicologici. La mamma aveva espresso preoccupazione perchè da alcuni mesi i suoi due ragazzi si comportavano in modo anomalo e partecipavano a incontri nei boschi. La setta sarebbe stata creata nel settembre del 2015 e avrebbe praticato «i suoi riti propiziatori» fino al febbraio scorso. Nel corso dei cinque anni di attività, il 23enne avrebbe avuto una ventina di adepti, con un'età variabile tra i 14 e i 21 anni, tutti della provincia di Prato.

Gli investigatori hanno ricostruito «un contesto di soggezione continuata indotto mediante inganno, minacce e violenza, contraddistinto da una visione distorta della realtà» nella quale il leader della setta era considerato «il Diavolo», con capacità e poteri sovrannaturali, e «i suoi seguaci entità non umane che, al fine di acquisire più poteri, sarebbero stati costretti a rituali di ogni genere, anche di natura sessuale». Riti violenti che portavano le vittime anche a perdere i sensi. Molte vittime, hanno spiegato gli investigatori, venivano attratte dalla promessa di sbloccare le loro potenzialità e risolvere i loro problemi di isolamento, solitudine finanche, talvolta, di depressione. 

A tal proposito il giovane avrebbe fatto credere a tutti gli appartenenti al gruppo che erano persone prescelte, che nelle precedenti vite avevano avuto un'altra identità sovrannaturale (Amon, Atena, Banshee, Aracne, Eva, le Sette Furie, Ares, ecc. erano ad esempio i nomi loro affidati dalle presunte reincarnazioni) e che la loro missione era quella di «salvare il mondo». Il 23enne avrebbe così sottoposto i suoi adepti a una serie di domande su presenze estranee invisibili, quali vampiri e lupi mannari, al fine di convincerli a fare una specifica richiesta al diavolo mediante la stipulazione di un patto in ragione del quale gli dovevano essere fedeli e mantenere il segreto per evitare disgrazie e sofferenze a sé stessi e alle proprie famiglie. Per dimostrare di essere immortale, il 23enne si sarebbe addirittura fatto stringere il collo con le mani da un fidato appartenente al gruppo per poi cadere a terra fingendosi morto, fino a quando non si sarebbe rialzato rimettendo a posto l'osso del collo e la trachea.