Matelica, al via il festival del vino: un weekend all'insegna della buona tavola

Giovedì 18 Luglio 2019 di Alessandra Iannello

A tre anni dal terremoto che colpì le Marche e che causò oltre 300 morti e migliaia di sfollati, la Regione si sembra quasi tornata alla normalità. Una quotidianità fatta anche di eventi come il Matelica Wine Festival che si tiene il 19 e il 20 luglio nell’omonima cittadina in provincia di Macerata. Per due giorni il centro storico del Paese alle falde del Monte San Vicino nel cuore dell’Alta Vallesina diventa la capitale del Verdicchio, che qui veniva prodotto già dall’epoca dei Piceni e dei Romani.
 

 

Durante il Festival si potranno degustare i vini dei 13 produttori aderenti all’Associazione Produttori (Belisario, Bisci, Borgo Paglianetto, Cavalieri, Collestefano, Colpaola, Gagliardi, Gatti, Lamelia, Maraviglia, Provima, Tenuta Piano di Rustano, Vigneto Fernando Alberto) e assaggiare le tipicità come gli insaccati quali il "Ciauscolo" gustosissimo salume da spalmare o il salame "Lardellato". In questa conca 

Il Festival può essere un buon momento per visitare Matelica. La prima tappa è la casa museo di Enrico Mattei. Legatissimo alla madre Angela e alla nonna Ester, nel 1919 il fondatore di Eni si trasferisce con la famiglia a Matelica a seguito del padre carabiniere. La famiglia Mattei vive ancora oggi nel palazzo di famiglia in via Umberto I dove, la nipote Rosangela Mattei, ha adibito uno spazio al museo dei cimeli dello zio. Il legame fra il Paese e Mattei, è celebrato anche nella segnaletica cittadina che specifica “Matelica, la città di Enrico Mattei”. Poco lontano dalla casa di Mattei c’è il teatro Piermarini.

Costruito intorno al 1805, su progetto dell’architetto Giuseppe Piermarini, autore anche del teatro alla Scala di Milano, l'edificio viene realizzato dai capomastri Domenico Belli e Francesco Fontana. Durante gli innumerevoli rifacimenti, che hanno visto fra l’altro la distruzione della volta del Piermarini, sono stati rinvenuti resti di costruzioni romane che possono essere visitati seguendo un percorso guidato. Inoltre, il foyer è gestito dall’associazione Produttori del Verdicchio di Matelica (l’associazione che organizza il Wine Festival) ed è adibito a bar in cui nei calici viene esclusivamente versato il Verdicchio di Matelica. Superata piazza Enrico Mattei si arriva alla cattedrale di Santa Maria. Costruita verso la metà del XV secolo la chiesa di Santa Maria della Piazza, divenne cattedrale con il nome di Santa Maria Assunta nel 1785. Tra le opere d'arte custodite in Cattedrale spicca il piccolo crocifisso settecentesco in legno e argento del forlivese Giovanni Giardini.

Nel più antico monastero della zona, dedicato a Santa Maria Maddalena, fu edificato nel 1225, dove si osserva ancora oggi la regola di Santa Chiara visse e morì la Beata Mattia. Nel Monastero sono custodite preziose opere d'arte tra cui una delle pochissime croci duecentesche dipinte di autore marchigiano. Il monastero ha subito danni dal sisma del 2016 ma è stata riaperta al pubblico la cappella provvisoria dove il corpo della Beata è esposto in una teca. Tornando in piazza Enrico Mattei si trova, di fronte al Palazzo del Governo, Palazzo Ottoni. Edificato 1472, il palazzo fu commissionato da Alessandro e Ranuccio Ottoni. Della costruzione originaria è rimasta solo l'ala destra e la Loggia che aveva il compito di collegare la casa padronale alla depandance oltre la strada comunale. Dal 1998 il piano terra ospita la biblioteca comunale intitolata allo scrittore matelicese Libero Bigiaretti.

A pochi chilometri da Matelica c’è Fabriano, Citta Creativa Unesco, che a giugno ha ospitato la XIII Unesco Creative Cities Network Annual Conference. Qui si può mangiare e dormire al relais Marchese del Grillo, la dimora estiva del vero Marchese del Grillo, personaggio reso celebre dall’omonimo film con Alberto Sordi. Il ristorante è anche sede regionale dell’Accademia Italiana del Tartufo mentre la cantina è considerata tra le migliori in Italia, con oltre 1200 etichette.

Tra i musei da visitare nel centro storico di Fabriano ci sono il museo della Carta e della Filigrana e quello dei Mestieri in bicicletta. Il primo è ospitato all'interno dell'ex convento dei padri domenicani e tramanda la secolare tradizione della produzione della carta. All'interno è ospitata una riproduzione della gualchiera medievale per la fabbricazione della carta a mano. La collezione comprende anche un'importantissima raccolta di filigrane antiche e moderne. Nel corso della visita guidata è possibile assistere alla dimostrazione della produzione della carta a mano ricavata dagli stracci. Il museo dei mestieri in bicicletta racconta dei periodi difficili del dopoguerra della prima e della seconda guerra mondiale e in particolare raccoglie ben 87 biciclette che venivano impiegate per svolgere lavori quali l’arrotino, il barbiere, il lattaio o il castagnaro.

Fuori dalla città si trova il monastero di San Silvestro in Montefano. Edificato sulla cima del monte il monastero è un luogo di preghiera e di silenzio amato anche dal cantautore Battiato, che qui concepì diverse sue canzoni. La comunità monastica silvestrina accoglie tutto l'anno piccoli gruppi, in un reparto autogestito, per giornate di ritiro guidate da un monaco, con la partecipazione alla preghiera della comunità.

A meno di mezz’ora da Fabriano, nel comune di Genga ci sono le grotte di Frasassi. La visita, ha una durata di 75 minuti e partendo dall’Abisso Ancona si snoda per 1500 metri fra paesaggi fiabeschi fino alla Sala dell’Infinito dove si possono ammirare i pozzi, le condotte forzate verticali attraverso le quali le acque sulfuree risalivano verso la superficie.

© RIPRODUZIONE RISERVATA