In Colorado c'è un hotel con 12 camere e 30mila chiavi: il perché è affascinante

Dodici camere e trentamila chiavi. No, non si tratta di un eccesso di zelo da parte di un albergatore particolarmente ansioso, ma di una storia affascinante che coinvolge l’Hotel Baldpate Inn. Si trova in Colorado e la speciale collezione arriva da tutto il mondo e da diverse epoche e ha avuto inizio da un mito locale che andava sfatato.

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Un albergo dal passato singolare

La struttura ha quasi cento anni e una vicenda da raccontare. Un tempo il proprietario regalava a ogni cliente una chiave. Lo faceva per combattere una vecchia leggenda e, piano piano, la tradizione si è letteralmente capovolta. Sono stati gli ospiti stessi, con un passaparola degno del più virale dei moderni post su internet, a portare da casa un cadeau di questo tipo a chi aveva accettato la loro prenotazione.

Da quel momento è iniziata una raccolta super originale che comprende quelle appartenenti a sottomarini, a castelli carichi di fantasmi, a dimore secolari, a elicotteri e semplici abitazioni. Tra le più preziose quelle della cantina di Mozart, del castello di Frankenstein, di Westminster Abbey, del Pentagono e di Buckingham Palace. Oggi si notato subito all’ingresso, mentre pendono dalle pareti in ogni dove.

Un romantico chalet di montagna nato da una scommessa

L’hotel si trova in quota, tra alberi dal foliage intenso e cieli blu a perdita d’occhio. Dalle camere alla reception, ogni ambiente prende ispirazione dal romanzo giallo comico intitolato "Seven Keys to Baldpate". Il testo vide la luce nel 1913, quando il romanziere americano Earl Derr Biggers lo scrisse e divenne subito incredibilmente famoso. In poco tempo, infatti, ispirò ben 7 film e una commedia teatrale di Broadway. Alla fine, la febbre da best seller conquistò anche Gordon e Ethel Mace che hanno riportato il fenomeno letterario nel loro chalet.

Nella storia si parla di un vero locale dal nome Baldpate Inn che in quel momento è chiuso per la stagione invernale, dove si scommette che uno scrittore in 24 ore possa terminare un manoscritto. I committenti gli assicurano che nella location dove scriverà c’è una sola chiave, in modo che nessuno possa disturbarlo, ma non sarà proprio così. Da qui è nata la corsa a regalare a tutti una chiave, abitudine poi interrotta durante la Prima Guerra Mondiale, per via dell’altissimo prezzo del metallo. Successivamente, è accaduto l’esatto contrario e oggi ogni pezzo è catalogato. 
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Giovedì 12 Aprile 2018 - Ultimo aggiornamento: 13-04-2018 12:13
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