Virus, nuova impennata di contagi:
i numeri che portano alla nuova zona rossa

Giovedì 18 Febbraio 2021 di Fabio Nucci

PERUGIA Dopo cinque giorni, il numero dei nuovi positivi è tornato sopra 400, ma il dato settimanale dei contagi per ora resta stabile, sotto quota 2.400. Elemento sulla cui tenuta sarà il trend dei prossimi giorni a pronunciarsi, considerando l’effetto varianti per le quali a ieri pomeriggio non era arrivato ancora alcun feedback rispetto al sequenziamento dei 300 campioni selezionati da tutto il territorio regionale. A livello territoriale intanto, cresce l’incidenza dei contagi in provincia di Perugia: 1.088 ogni 100mila abitanti. Sullo sfondo, il nuovo record di ricoverati, 554, e altri 11 decessi.
La frenata registrata martedì sul versante nuovi positivi si è rivelata effimera visto il bilancio dell’ultima giornata, con 438 casi aggiuntivi e un’incidenza sui tamponi al 5,4% in risalita anche come media mobile (4,65). Questo nonostante il totale dei test (molecolari e antigenici) sia sceso dell’8,5% rispetto alla settimana precedente. Ma il dato che meglio fotografa la situazione umbra, nel quadro nazionale, è quello relativo all’incidenza dei positivi sui casi testati che risulta doppia: pari al 28% in Umbria (sul dato settimanale), al 13,7% in Italia. Sintomo di un virus che corre più veloce rispetto al resto del Paese dove gli attualmente positivi continuano a scendere costantemente dall’11 gennaio. C’è da capire l’incidenza delle varianti e il loro effetto sull’epidemia: per questo sarà cruciale l’esito della ricerca coordinata dal Nucleo epidemiologico col sequenziamento genico di 300 campioni raccolti sul territorio regionale. Esito sul quale, come confermato dalla Microbiologia dell’ospedale di Perugia, non risulta ancora arrivato alcun feedback. L’associazione italiana di Epidemiologia è intanto tornata a porre l’accento sulla crescita dell’incidenza del virus nelle fasce d’età più giovani. «Nella classe 6-10 anni – si osserva nell’ultimo bollettino – si ha l’incidenza più elevata in almeno tre regioni, Umbria, Lazio e Campania. Un’ipotesi in studio che potrebbe concorrere a spiegare questo andamento è la circolazione della variante inglese».La Regione, intanto, aspettando i dati Cts e Cabina di regia, pensa alla proroga della zona rossa. Tutto questo mentre il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, chiede un lockdown di almeno 3 settimane per contenere le varianti e tutelare la vaccinazione. Tra le situazioni “molto critiche”, non a caso viene citata l’Umbria. «Le nuove varianti hanno determinato rapidamente un’impennata dei casi e la saturazione di ospedali e terapie intensive». I degenti Covid, infatti, continuano a crescere con un nuovo record segnato ieri da quei 471 pazienti ricoverati in Area medica cui si aggiungono gli 83 nelle terapie intensive. Reparti nei quali si conta un assistito in meno, ma 5 ingressi giornalieri: il dato settimanale, tuttavia, appare in discesa e con 42 ingressi settimanali si rileva il numero più basso degli ultimi otto giorni.
Un’altra incognita di cui tenere conto è la presunta maggiore aggressività del virus mutato, aspetto che deve essere confermato a livello scientifico. Nella regione ieri ci sono stati altri 11 decessi ma nell’ultimo mese e mezzo non c’è stata un’impennata vera e propria di casi letali. Negli ultimi 4 giorni, tuttavia, la media mobile è tornata sopra dieci come tra il 20 novembre e il 3 dicembre. Quattro degli 11 pazienti deceduti abitavano a Perugia, 3 a Foligno, gli altri a Castiglione del Lago, Marsciano, Nocera Umbra e Valfabbrica. Il capoluogo resta epicentro di questa terza ondata, con 20 decessi nell’ultima settimana: e proprio da Perugia, insieme a Trasimeno e Assisano, provenivano i 44 campioni sequenziati a gennaio, 18 dei quali sono risultati della variante inglese. Il virus resta presente in 87 comuni su 92, con una concentrazione più che tripla in provincia di Perugia: con 7.130 casi attivi sui 7.768 totali attribuiti ai comuni umbri (663 sono classificati “fuori regione”), l’85%, l’incidenza è di 1.088 contagi ogni 100mila abitanti. Indicatore che in provincia di Terni, considerando i 683 attualmente positivi, è pari a 283,7.

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