Covid: tamponi in lieve calo, ma la curva sale ancora. A settembre già 275 casi

Martedì 15 Settembre 2020 di Fabio Nucci

PERUGIA-  Con 150 nuovi contagi nell’ultima settimana e già 275 nel mese di settembre, l’Umbria è tornata tra le regioni dove il rapporto tra incremento dei casi e incidenza rispetto alla popolazione è più elevato. Lo torna a illustrare la mappa della Fondazione Gimbe che poco più di un mese fa collocava la regione nell’area più tranquilla del grafico a quattro colori. L’impennata dei casi di queste ultime settimane l’ha portata nello stesso quadrante di Lazio, Basilicata e Puglia.
È la conseguenza di una contabilità del virus che per quattro volte su cinque, negli ultimi giorni, ha registrato un dato settimanale superiore ai 150 casi. Questo nonostante un numero inferiore di tamponi: 11.116 gli ultimi sette giorni con una flessione del 6%, simile a quella riscontrata a livello nazionale. Sceso, di conseguenza, anche il numero dei casi testati, -7% settimanale con 107.533 persone che dall’inizio dell’epidemia sono state sottoposte a esame anti-covid, pari al 12% della popolazione. Ieri altri 12 contagiati a fronte di 592 tamponi e 314 soggetti testati, con un tasso di positività del 3,82%, il più alto da quando Ministero della salute e Protezione civile, sulla scorta dei dati forniti dalle autorità sanitarie umbre, forniscono il dato.
Il virus resta diffuso, con altri due comuni che tra domenica e lunedì si sono aggiunti alla mappa, Pietralunga e Guardea: ora sono 52 i municipi alle prese col Covid sui 73 che l’hanno visto transitare. I nuovi positivi certificati ieri sono dislocati tra Terni (5) che torna ad essere la città con più casi, Perugia (2) e casi singoli a Orvieto, Narni, Todi, Amelia e, appunto, Guardea. I quasi 600 tamponi eseguiti tra domenica e lunedì mattina, hanno restituito anche sette guarigioni: 2 a Terni, una di un ex paziente residente fuori regione, le altre a Umbertide, Stroncone, Todi e Città di Castello. Notizia, quest’ultima, accolta positivamente dal sindaco Luciano Bacchetta. «In assenza di nuovi casi il totale dei positivi passa a otto», dice, parlando di guarigione importante. «Dà fiducia e speranza nel fatto che anche gli altri positivi presenti nel nostro territorio, tutti in isolamento domiciliare, superino questa situazione in tempi brevi».
Tornando all’elaborazione della Fondazione Gimbe, su dati della Protezione civile aggiornati al 14 settembre, l’Umbria è collocata in una sorta di area limbo, una posizione, nel secondo quadrante di un piano cartesiano che corrisponde a una crescita settimanale dei casi dell’8% circa e un’incidenza cumulativa (indice di prevalenza) pari a 235 casi ogni 100mila residenti. A livello nazionale, con 443 malati (ricoverati + isolati) l’Umbria è sest’ultima dietro Trento e davanti alla Calabria. A proposito di malati, ieri è stato segnalato un ricovero in più, col totale salito a 24, con un degente-Covid in più in rianimazione dove ora risultano 5 pazienti, 3 all’ospedale di Terni, 2 in quello di Perugia. Il 95% dei positivi, 424 persone compresi i 5 clinicamente guariti, è in isolamento, condizione che in questi ultimi giorni sta interessando un numero sempre più ristretto di persone: alle 10 di ieri, 1.247 dopo che i 5 settembre si erano superati i 1.600 osservati.

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