Terni, in ospedale la sperimentazione di un nuovo farmaco

Terni, in ospedale la sperimentazione di un nuovo farmaco
di Corso Viola di Campalto
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Giovedì 2 Aprile 2020, 09:36 - Ultimo aggiornamento: 10:33

TERNI La lotta per la vita è al reparto di Terapia intensiva ma anche al quinto piano del Santa Maria dove è stata creata un'area dedicata alla cura dei pazienti contagiati dal Covid-19 e dove da pochi giorni viene utilizzato un nuovo farmaco per evitare che il virus diventi letale, colpendo gravemente e letalmente i polmoni. Un farmaco che vede il Santa Maria tra le prime strutture ospedaliere a sperimentarlo  e che nei giorni scorsi è stato testato con i primi risultati definiti incoraggianti. Tenendo sempre presente che per ora non esiste ancora alcuna cura scientificamente provata in grado di combattere efficacemente il Coronavirus.
Il Santa Maria, nella battaglia ad un nemico subdolo come il coronavirus, ha messo in campo tutte le forze disponibili. Nel volgere di pochi giorni il dipartimento di medicina interna, diretto dal professor Gaetano Vaudo, è stato riorganizzato, il personale medico e sanitario è stato potenziato nei numeri con l'arrivo di nuovi cinque medici e quattro infermieri e sono stati forniti tutti i dispositivi di protezione necessari a far lavorare il personale in sicurezza, dalle mascherine alle visiere. Il dottor Luca Di Cato, responsabile della Clinica Medica, ha avviato, tra i primi in Italia, un protocollo per l'uso di un farmaco, simile al Tocilizumab (il principio attivo Sarilumab), che offre nuove opportunità nella lotta alla pandemia. Il farmaco ha avuto l'autorizzazione per la sperimentazione da parte dell'Agenzia Italiana del Farmaco, che ha recentemente avviato un protocollo sullo stesso farmaco.

Ma è stretta la collaborazione tra le varie figure professionali, pneumologi, internisti, infettivologi e reumatologi, per la gestione dei 51 pazienti ricoverati nei quattro reparti del quinto piano con circa 20 positivi e 30 in corso di valutazione per eventuali positività. Sono invece 14 le persone intubate e ricoverate nel reparto di Terapia intensiva, per loro un lungo e difficile percorso: «Mentre la polmonite colpisce gli alveoli - spiegano dal Santa Maria - questa polmonite virale interstiziale tende a interferire sulla parte vascolare, per aumentare il respiro si fa più pressione, il polmone si infiamma e il plasma filtra nell'interstizio; un meccanismo che si interrompe solo con un'intubazione di circa 10-15 giorni».
Intanto dai dati buone notizie. Ieri non c'è stato alcun nuovo caso positivo mentre i guariti sono stati tre. Solo cinque sono ricoverati all'ospedale Santa Maria, perché il virus ha colpito purtroppo i loro polmoni. Gli altri si trovano in isolamento contumaciale e ben 36 di questi sono stati dichiarati clinicamente guariti mentre quelli che hanno ancora dei sintomi sono 49, tra questi c'è un ragazzo di appena 13 anni. Gi ultimi dati della protezione civile sembrano continuare a confermare il tendenziale rallentamento della diffusione di Cornavirus in tutta la provincia con solo sei casi in più.

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