Coronavirus, campioni d'Italia: ecco la data
prevista per il contagio zero. Ventenni più a rischio

Martedì 19 Maggio 2020 di Fabio Nucci
laboratorio di ricerca
Per la quinta volta in due settimane, all’altezza dell’Umbria c’è uno “zero” nella casella dei nuovi positivi con una media giornaliera di 1,78. È sufficiente questo dato semplice per indicare l’andamento del contagio in una regione che conta 77 malati, 51 dei quali affrontano l’infezione a casa. I degenti, infatti, sono scesi a 26, due dei quali ricoverati in terapia intensiva, mentre i decessi sono fermi a 73 da 4 giorni, con 6 casi nei 18 giorni di maggio.
La regione conquista ancora terreno dunque verso l’uscita dall’infezione e considerando i clinicamente guariti, non ancora negativi al doppio tampone, gli attualmente positivi sono 92. Numero che nell’ultima settimana è sceso in media di 8 unità, prefigurando una meta “contagi zero” vicina, fine maggio salvo rimbalzi di contagi a seguito del secondo step di riaperture. Ieri 2 nuovi guariti e un tasso di guarigione dell’89,5% (56,4% in Italia).
Numeri smart confermati dalle nuove proiezioni sulle date di azzeramento dei nuovi contagi da Covid-19 elaborate dall’Osservatorio nazionale sulla salute nelle Regioni Italiane. Secondo il report, coordinato dal professor Walter Ricciardi, l’Umbria dovrebbe uscire dal contagio il 23 maggio, dopo Bolzano, Trento e Calabria, prima di Sardegna e Basilicata. Si precisa tuttavia che le proiezioni tengono conto dei provvedimenti presi fino al 15 maggio, in semi lockdown quindi, e non offrono una lettura prospettica su cosa possa accadere, rimosse gran parte delle restrizioni. Tale esito, che un mese fa dava il 21 aprile come possibile “data x”, è stato ricavato con un meccanismo statistico che tiene conto dell’andamento dei nuovi positivi che tramite interpolazione viene tradotto in una curva che ha il suo massimo in corrispondenza dei giorni di picco dei nuovi contagi (92, 82 e 85 tra il 26 e il 28 marzo) e che dopo il 23 maggio si avvicina notevolmente allo zero.
Pubblicato l’ultimo report dell’Iss, contenente il noto Rt a 1,23 e nel quale l’Umbria figura tra le regioni con incremento dei casi settimanali: 24 quelli certificati con data di prelievo/diagnosi nella settimana 4-10 maggio rispetto agli 11 rilevati in quella precedente. Nello stesso rapporto si ribadisce, in relazione alla stima del “numero di riproduzione netto” (Rt) che «quando il numero dei casi è molto piccolo, alcune regioni possono andare temporaneamente sopra soglia (Rt"1) a causa di piccoli focolai locali che finiscono per incidere sul totale regionale, senza che questo rappresenti un elemento preoccupante». Nella settimana “incriminata” hanno pesato i 6 casi registrati il 5 maggio che con i sette del 12 maggio sono le uniche eccezioni in una successione che dal 29 aprile ha visto i nuovi positivi oscillare tra zero e quattro. Quanto alle infezioni diagnosticate, 1411 al 14 maggio, nell’ultima settimana 4 dei 14 casi indagati sono di ventenni, tre casi nella fascia 40-49, altrettanti in quella 70-79. Il numero maggiore di casi resta tra i cinquantenni (325, pari al 23,1%). © RIPRODUZIONE RISERVATA