DigitalMente, il nuovo progetto di sicurezza e benessere digitale nelle scuole ideato da Consumatori.it e Tik Tok

Giovedì 21 Ottobre 2021 di Piergiorgio Bruni

Dal web fino all’interno delle nostre vite. E viceversa. In un mondo ormai perennemente in evoluzione, soprattutto tecnologica, dove i valori assumono sempre più un formato virtuale e inevitabilmente incontrano anche i lati più oscuri della rete, le certezze pedagogiche diventano la base per costruire il futuro dei più giovani. È partendo da questo assunto che nasce “DigitalMente. Imparare, creare e condividere nel digitale in sicurezza”, il nuovo progetto educativo ideato da Unione Nazionale Consumatori col supporto attivo della piattaforma TikTok e la consulenza della psicoterapeuta Maura Manca, volto a creare una cultura digitale orientata alla sicurezza e alla promozione di un ambiente online positivo.


«I ragazzi di oggi – chiarisce Massimiliano Dona, creator e presidente di Consumatori.it – diventano fruitori ben prima rispetto ai loro genitori. È questa una grande opportunità che permette di abbattere i confini ed esprimere la propria creatività. Tuttavia, è sempre bene ricordare che il digitale è uno strumento e come tale deve essere usato nel modo giusto». «Pertanto – conclude il numero 1 dell’Unione Nazionale Consumatori – i nativi digitali saranno più bravi di noi che abbiamo soltanto il compito di avvertirli sui rischi, dando loro i mezzi per riconoscerli e superarli».


L’educazione digitale, infatti, è un tema molto sentito anche dagli stessi adolescenti, come rivelano i dati di una ricerca presentata e condotta da Skuola.net, il media brand di riferimento per gli studenti italiani. I “nativi digitali” della GenZ, si nota, risultano essere molto interessati alla sicurezza online: l’80% ha letto i regolamenti delle piattaforme e quasi la metà (44%) ha consultato materiali educational per navigare in modo sicuro. Ma sentono pure il bisogno di saperne ancora di più: privacy, tempo speso online e fake news i temi sui quali vorrebbero ricevere una maggiore formazione. E, i principali punti di riferimento sul tema, sono insegnanti (41%) e genitori (26%). I ragazzi, poi, preferirebbero che a scuola si organizzassero dei momenti dedicati: incontri con esperti o gruppi di discussione tra coetanei, magari con una materia ad hoc.
Come spesso accade, comunque, l’aspetto sociale necessita pure di un modello psicologico di riferimento. E, altrettanto sovente, manca negli aspetti più essenziali. «Il progetto – spiega la dottoressa Maura Manca dell’Osservatorio Nazionale Adolescenza – è stato pensato e costruito appositamente per aiutare professori e giovani a conoscere il loro mondo interno e prendere coscienza di sé stessi, delle potenzialità, dei rischi della rete attraverso esempi e giochi legati alla loro quotidianità».


Come realizzare tutto questo? Partendo da un linguaggio innovativo che cconsente agli interessati di consultare i materiali attraverso un percorso didattico sviluppato secondo il metodo scientifico implementato da Educazione Digitale, punto di riferimento per circa 72.000 docenti e i loro studenti. Lo strumento multimediale “Open Mind”, infatti, diventa ideale per la trattazione degli argomenti con gli adolescenti e si avvia con un test volto a esaminare e discutere con la classe l’orientamento psico-emotivo durante la navigazione sul web.

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