Decarbonizzazione, dall'olio di mais il biocarburante contro la CO2 per le gare

Decarbonizzazione, dall'olio di mais il biocarburante contro la CO2 per le gare
di Nicola Desiderio
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Mercoledì 16 Febbraio 2022, 13:46 - Ultimo aggiornamento: 22 Febbraio, 14:52

Il motorsport deve arrivare all’obiettivo delle emissioni zero entro il 2050.

Su questo il da poco ex presidente della Federazione Internazionale dell’Automobile, Jean Todt, è stato assolutamente chiaro: «Tutto il motorsport sarà a emissioni zero. Perché, se lo fa la mobilità, è giusto che lo facciano anche le competizioni. E questo avverrà con l’elettrificazione e i carburanti». Un’affermazione chiara che sottende due princìpi: il primo è che l’automobilismo sportivo e quello di tutti i giorni devono andare di pari passo, il secondo è che l’elettrificazione non è il solo modo affinché la mobilità faccia la propria parte nel raggiungimento degli obiettivi di decarbonizzazione. E il processo è già iniziato toccando ben tre su 5 categorie mondiali FIA che nel frattempo si sono anche elettrificate parzialmente, alcune da tempo come il campionato di durata World Endurance Championship (WEC) dal 2012, la Formula 1 dal 2014 mentre l’ultimo arrivato è il World Rally Championship (WRC) proprio dal 2022. E proprio quest’ultimo ha accolto contemporaneamente un’altra grande novità: l’utilizzo al 100% di un carburante alternativo, prodotto mescolando un biocarburante, derivato cioè da biomasse, con un e-fuel ovvero un carburante sintetico ottenuto combinando la CO2 catturata dall’aria con l’idrogeno contenuto nell’acqua e ricavato per elettrolisi utilizzando energia rinnovabile.

SCARTI DELLE UVE

Per il WRC il biocarburante è fornito dall’irlandese P1 che ha già esperienze con altre categorie sportive come il FIA World Rallycross e il GT Blancpain e ha firmato un accordo analogo con il WTCR ovvero il campionato mondiale turismo. Anche il WEC è passato quest’anno a un carburante bio al 100% prodotto dalla TotalEnergies e denominato “Excellium Racing 100”. È ricavato dagli scarti delle uve e abbatte l’impronta di CO2 del 65%. Per la Formula 1 si comincia invece con il 10% a base bio (come nei carburanti che troviamo alla pompa dal 2020) e si arriverà al 100% nel 2025 in concomitanza dell’arrivo dei motori di nuova generazione. La MotoGP ci arriverà nel 2027 e anche per la Formula 2 e 3 si intravvede la stessa soluzione mentre l’era dei biocarburanti è già iniziata alla Dakar dove quest’anno il prototipo Hunter T1+, guidato da Sebastien Loeb, è arrivato secondo utilizzando il Prodrive EcoPower fornito dalla britannica Coryton Advanced Fuels e che ha permesso di ridurre le emissioni totali di CO2 dell’80%.

PRIMI A INDIANAPOLIS

Eppure la prima categoria sportiva importante ad aver utilizzato i biocarburanti è stata la Indycar sin dal 1994, ma non per motivi ambientali, bensì di sicurezza poiché sono meno infiammabili e possono essere spenti più facilmente. All’inizio si scelse il metanolo, ma poi ci si accorse che la sua fiamma è invisibile così nel 2007 c’è stato il passaggio a una miscela di etanolo all’85%. Ma se i biocarburanti sono così convenienti per l’ambiente perché non usarli più massicciamente? Il rovescio della medaglia ricade proprio sull’ambiente. Quando nei primi anni 2000 negli Usa si parlava di combattere il consumo di petrolio e le emissioni di CO2 con i biocarburanti, si impennò il prezzo del mais che è una delle basi per l’alimentazione per i Paesi del Centro e del Sudamerica. Con i biocarburanti di nuova generazione si utilizzano scarti e dunque non si consumano vegetali edibili per fare carburante. Le altre controindicazioni sono la loro azione corrosiva e il minore contenuto energetico che però può essere controbilanciato sfruttando la maggiore capacità di evaporazione e il numero di ottano. Ad esempio, si temeva che per i motori di Formula 1 il 10% di biocarburante avrebbe causato la perdita del 2-3% di potenza, invece qualcuno sostiene che la Ferrari avrebbe già riguadagnato tutti i cavalli. È l’ennesima testimonianza che le nuove sfide stimolano sempre le migliori energie, anche quelle nascoste nei carburanti.

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