Yacht Ferretti a Taranto: c'è il progetto definitivo

Uno yacht di Ferretti
Uno yacht di Ferretti
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Mercoledì 30 Novembre 2022, 06:00 - Ultimo aggiornamento: 08:52

Approda alla conferenza dei servizi il progetto di Ferretti per l’insediamento a Taranto, nell’ex yard Belleli, di uno stabilimento per la costruzione di scafi per gli yacht

L'incontro


Il primo confronto, convocato dal ministero dell’Ambiente, si è tenuto ieri. La conferenza è finalizzata all’approvazione del progetto integrato di bonifica e riconversione industriale del sito ex Belleli dopo l’accordo di programma sottoscritto a maggio-luglio scorsi. 
L’intervento prevede il completamento della bonifica dello yard e la contestuale realizzazione del nuovo stabilimento con finanziamenti pubblici e privati. 
Ieri è stato presentato il progetto definitivo a tutti gli enti coinvolti. L’intervento muove su due direttrici: bonifica e messa in sicurezza del sito a cura di Sogesid, società pubblica che fa capo ai ministeri dell’Ambiente e delle Infrastrutture, e reindustrializzazione ad opera di Ferretti. 
Il ministero dell’Ambiente ha raccolto i pareri sinora espressi e ha chiesto all’Autorità di sistema portuale del Mar Ionio, porto di Taranto, di recepire le osservazioni arrivate adeguando “opportunamente” gli elaborati progettuali. 
Si è concordato di fissare preliminarmente per il 17 gennaio la prossima riunione della conferenza dei servizi “in cui - si spiega - ottenere tutti i pareri definitivi al fine di poter procedere secondo il programma previsto nello stesso accordo”.

La procedura

La conferenza di ieri, che sblocca l’iter, arriva ad un anno di distanza - era il 7 dicembre scorso - dalla decisione dell’allora ministro per il Sud, Mara Carfagna, di definanziare, nell’ambito del Contratto di sviluppo, l’acquario green nell’ex stazione torpediniere. Carfagna lo ritenne un progetto ancora molto embrionale e dalle incerte ricadute e quindi destinò parte delle risorse recuperate all’investimento Ferretti. Che in quel momento stava rischiando di impantanarsi perché non c’era sufficiente copertura pubblica. Trovati i 14,2 milioni mancanti - tutto il definanziamento riguardò una cinquantina di milioni e il resto delle risorse fu spalmato su altre misure Cis -, si è dovuto poi attendere aprile per la registrazione della Corte dei Conti del provvedimento di Carfagna. Da lì è quindi partita una sottoscrizione di firme che ha coinvolto i diversi soggetti interessati al progetto Ferretti (il Comune di Taranto mise la sua firma ai primi di luglio) sfociando infine nella conferenza dei servizi di ieri. Dopo una prima fase che ha visto protagonista, nell’ambito del Cis Taranto, l’ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Mario Turco, l’investimento è stato messo in rampa di lancio a metà luglio 2021 con la firma dell’intesa fra il governatore regionale di Puglia, Michele Emiliano, e l’ad del gruppo, Alberto Galassi. 

Il progetto e l'investimento


Il progetto prevede una partecipazione di risorse pubbliche e private per un totale di 204 milioni di euro. Quelle pubbliche, secondo dati dell’Authority, sono pari a circa 137 milioni divisi tra 45,5 del ministero delle Infrastrutture, 50 dell’Authority e 41 della Regione Puglia. Ferretti, stando agli accordi, investirà in attivi materiali e ricerca circa 62,6 milioni. 
In programma, la costruzione di edifici e capannoni per circa 65.500 metri quadrati coperti in un’area di circa 220.000 metri quadrati. Duecento i posti di lavoro diretti previsti. Ferretti, nei primi sei mesi dell’anno, ha realizzato ricavi per 534 milioni di euro, in crescita del 17 per cento rispetto al primo semestre del 2021. 
L’utile nel periodo in questione è stato di 29,9 milioni di euro. I dipendenti sono circa 1.600 distribuiti in sei stabilimenti: Forlì, Cattolica, Mondolfo, Ancora, Sarnico e La Spezia. Ferretti controlla i marchi degli yacht di lusso e motoscafi Ferretti Yachts, Riva, Pershing, Itama, CRN, Custom Line e Wally. Nel 2022 ha effettuato un centinaio di assunzioni e altrettante ne ha programmate per il 2023.  

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