L'arcivescovo Filippo Santoro prega davanti alle statue della Settimana Santa: «Basta pandemia»

Venerdì 2 Aprile 2021

Per il secondo anno consecutivo, i riti della Settimana Santa a Taranto sono stati inficiati dalla pandemia. E proprio in questa occasione l'arcivescovo Filippo Santoro si è rivolto dinanzi alla statua del Gesù morto per chiedere un aiuto nella lotta contro il coronavirus.

 

Le parole di don Filippo

 

«Signore Gesù, re e Signore, salvaci dal male del virus e da tutti gli altri mali». Così l'arcivescovo di Taranto Filippo Santoro durante la preghiera dinanzi alla statua di Cristo Morto nella Chiesa del Carmine. Parole pronunciate questo pomeriggio dopo l'apertura del portone della Parrocchia, che è sede della Confraternita del Carmine, prima della visita dei fedeli.

La cerimonia si è aperta con il suono della troccola, lo strumento che detta l'andatura delle processioni della Settimana Santa tarantina, annullate per il secondo anno consecutivo a causa dell'emergenza epidemiologica. Anche ieri notte, in occasione della preghiera dinanzi all'Effigie dell'Addolorata, nella chiesa di San Domenico, l'arcivescovo aveva invocato una intercessione per la fine della pandemia.

«Giungiamo sconfitti, con le braccia tese, e - ha detto oggi mons. Santoro - carichi di paure e confusione, ma guardando il Cristo non conta tanto chi siamo, chi crediamo di essere: ora conta chi è davanti al nostro sguardo. Siamo di fronte al Figlio di Dio. La certezza di essere salvati da lui, ci fa prendere consapevolezza della realtà, anche la più difficile e al contempo ci allarga un orizzonte che fa disperdere ogni paura, rendendo relativa ogni angustia».

La prova «può rivelare il volto buono di Dio che non abbandona. Siamo davanti al sepolcro di Gesù, uniamoci in preghiera dinanzi a Dio», ha concluso l'arcivescovo invitando «la comunità cristiana tarantina ad annunciare la salvezza, a diffondere la speranza».

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