Venerdì nero dei contagi a Taranto: sono 239 in un solo giorno

Sabato 14 Novembre 2020

Orgogliosamente più virtuosa per basso numero di contagi nella prima ondata della pandemia, la provincia di Taranto è vicina ora a raggiungere il terzo posto tra le sei province pugliesi colpite dal covid. Con il balzo dei 239 nuovi positivi del bollettino epidemiologico della Regione Puglia di ieri, l'area ionica si contende di poche decine il terzo posto con la Bat che era stata sempre ben distanziata per numero di casi.
Un'impennata evidentemente sottovalutata per cui ora bisogna correre ai ripari ridefinendo soprattutto la rete ospedaliera sempre più in affanno. Non solo per la mancanza di posti dedicati all'infezione, ma adesso anche per l'assenza di personale sanitario. Ormai non c'è reparto o servizio di nessuno dei presidi ospedalieri della Città e della provincia che non abbiano avuto casi di contagi tra il personale in servizio. Questa volta il virus sta colpendo al cuore del sistema: è di ieri la positività dello pneumologo del San Giuseppe Moscati, Massimo Soloperto.
Lo specialista, immagine simbolo della lotta al coronavirus per le sue molteplici attività nel sociale, ha annunciato la sua infezione con un post che ha pubblicato sulla sua pagina Facebook. «Amici cari scrive sono risultato positivo al Covid, sto bene, solo qualche linea di febbre che va sue e giù e una profonda stanchezza; spero che vada tutto bene e di riprendermi al più presto per cercare di aiutare più persone possibili da questa grave pandemia». Recentemente Soloperto oltre a prestare servizio nella pneumologia Covid del Moscati, offriva consulenza anche negli ospedali Covid di Manduria e Grottaglie. Ma il vero dilemma che non lascia sereni nessuno ai piani alti della Asl, è il numero di ricoveri Covid che supera la disponibilità di posti. Dal bollettino diffuso dalla Asl alle 18 di ieri, i posti occupati in tutta la provincia erano 186. Il presidio più congestionato è sempre il Moscati dove da qualche giorno sono state riaperte le tende da campo per la sosta dei pazienti in attesa del risultato del test. Con il vero pugno nell'occhio delle ambulanze in fila costrette a soste estenuanti di diverse ore prima di poter affidare il paziente al personale del punto di primo intervento.
Un buon serbatoio in grado di assorbire l'emergenza resta il Marianna Giannuzzi di Manduria dove questa mattina alle 10,30 ci sarà un sopralluogo dei sindaci del territorio con i vertici della Asl.
Lo scopo è quello di dare risposte ai dubbi espressi da più parti in merito alle carenze strutturali del vecchio presidio Messapico che da ospedale di base è stato riconvertito, per ora sulla carta, non ancora tutto nel pratico, in Covid hospital. Ad accendere i riflettori sulle criticità del Giannuzzi è la segreteria provinciale della Fials. «Nonostante sia stato convertito - scrive il segretario generale del sindacato autonomo, Fabio Andrisano - il presidio si presenta all'utenza come un cantiere aperto; alcuni reparti individuati ad ospitare pazienti positivi non posseggono ancora locali a pressione negativa, i dispositivi individuali di protezione sono insufficienti - prosegue la nota Fials - e i percorsi separati del pulito sporco sono assenti, nonostante l'incessante afflusso di ricoveri provenienti da tutta la provincia. Ieri i posti Covid occupati nell'ospedale Messapico erano 42. Le previsioni di crescita dei contagi, però, non consentono di stare sereni. Per questo i piani della Asl puntano ad altre soluzioni che prevedono l'utilizzo di reparti da convertire anche negli altri presidi ospedalieri del versante occidentale e della Valle d'Itria.
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Ultimo aggiornamento: 16 Novembre, 08:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA