Urla e schiaffi ai bimbi: il pm chiede 5 anni per la maestra d'infanzia. Maltrattamenti ripresi dalle telecamere

Urla e schiaffi ai bimbi: il pm chiede 5 anni per la maestra d'infanzia. Maltrattamenti ripresi dalle telecamere
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Martedì 4 Ottobre 2022, 08:12 - Ultimo aggiornamento: 14:01

Cinque anni e due mesi di reclusione. Questa la richiesta di condanna con la quale il pubblico ministero Vittoria Petronella ha concluso la sua requisitoria al processo che vede imputata una maestra d'infanzia tarantina, di 55 anni, per maltrattamenti.
La donna, infatti, è accusata di aver maltrattato i bambini, alcuni dei quali di soli tre anni all'epoca dei fatti, di una scuola del capoluogo presso la quale prestava servizio.


Il magistrato nel suo intervento tenuto ieri ha ripercorso il quadro delle contestazioni rivolte alla donna e gli elementi raccolti dalla Polizia che indagò sugli abusi ai danni dei piccoli dopo una serie di segnalazioni. Contro la maestra, in particolare, ci sono le immagini registrate dalla telecamera che gli investigatori della squadra Mobile piazzarono nell'aula per verificare le accuse rivolte alla maestra. Proprio quelle immagini, infatti, fecero esplodere il caso nel novembre del 2017, quando l'insegnante venne arrestata e collocata agli arresti domiciliari su disposizione della Procura. La donna venne bloccata in flagranza di reato su disposizione del pm inquirente Antonella De Luca dopo l'ennesima segnalazione da parte dei poliziotti che stavano monitorando quanto avveniva in aula attraverso l'obiettivo nascosto. Quelle sequenze, quindi, rappresentano la vera e propria pietra angolare delle contestazioni rivolte alla tarantina. Stando al capo di imputazione, i maltrattamenti consistevano in urla, spintoni, tirate di orecchie, strattonamenti, schiaffi sul volto e su altre parti del corpo, parolacce e in generale percosse nei confronti dei piccoli. Comportamenti ancor più inaccettabili se si pensa che le vittime erano bambini di età compresa tra i tre e i quattro anni. Proprio i genitori di due di loro fecero scattare l'allarme cinque anni fa, dopo aver notato che i figli tornavano impauriti da scuola. Quella denuncia innescò le indagini della Polizia e la svolta arrivata con le immagini registrate in aula e l'arresto dell'insegnate. Una brutta storia che è culminata anche in aggressioni subite dall'imputata, assalita diverse volte in strada dai genitori delle piccole vittime.


In una di queste occasioni la tarantina venne circondata e aggredita da diverse persone, riuscendo a sottrarsi alla furia dei genitori dei suoi ex alunni rifugiandosi nel palazzo di casa e fuggendo in ascensore. In un'altra occasione la stessa maestra venne aggredita in un negozio dove stava facendo degli acquisti. Episodi che sono stati sempre denunciati dalla donna alle forze dell'ordine. Tornando al processo che la vede imputata, ieri mattina, quindi, al termine della requisitoria, il pubblico ministero ha presentato il conto alla 55enne con la richiesta di condanna a cinque anni e due mesi di reclusione.
Dopo il pubblico ministero, quindi, la parola è passata ai legali di parte civile che in giudizio rappresentano i genitori delle piccole vittime. Dinanzi al giudice Anna Lucia Zaurito hanno discusso, tra gli altri, gli avvocati Maurizio Besio, Angelo Casa, Davide De Santis, Guglielmo De Feis, Leonardo La Porta, Alessandro Scapati, Claudio Percolla, Gianluca Sebastio e Maria Lucia Venneri.
Il prossimo 24 ottobre, invece, spazio alle conclusioni del difensore della donna, l'avvocato Egidio Albanese. Poi arriverà il verdetto che chiuderà il primo grado di giudizio.
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