Una culla per la vita, il nido per i piccoli che non possono restare con mamma

La vita sopra ogni cosa; prima di tutto, della povertà, della disperazione, del degrado sociale così fortemente manifesto in questi tempi caratterizzati dall’incertezza e da un profondo vuoto culturale, morale.
Salvare vite quindi, soprattutto quelle dei bambini, dei neonati, incapaci di opporre una resistenza, di decidere, è la finalità che ha mosso l’Abio Taranto, unitamente al supporto del reparto di Neonatologia dell’ospedale Santissima Annunziata ed a Teleperformance a realizzare un significativo progetto: Una Culla per la Vita, un luogo sicuro, dove un figlio non voluto, oppure un figlio al quale non si ritiene - per una serie di ragioni le più diverse - di poter dare un futuro, potrà trovare conforto, assistenza ed una famiglia che sappia accoglierlo, amarlo e seguirlo lungo il percorso della vita.
 

Ieri l’inaugurazione di quella che altro non è che una moderna versione della ruota degli esposti, una struttura che, così com’è stata concepita, permetterà a quelle mamme definite “segrete”, che non desiderano, una volta partorita la propria creatura, tenerla con sé, di affidarla in tutta sicurezza ed in anonimato, in mani sicure: quelle dei medici dell’Utc dell’ospedale di Taranto.
Si tratta di una piccola struttura, poco più grande di un box, che negli anni passati era destinata al servizio di guardiania ed è ubicata esattamente a metà tra l’interno del nosocomio e sul suolo pubblico con ingresso da via Crispi angolo via Dante. Grazie ad una raccolta fondi lanciata dall’Abio e con sostegno finanziario di Teleperformance è stata recuperata ed adibita ad accogliere i neonati indesiderati.
«È stata concepita - spiega il dottor Oronzo Forleo, responsabile del reparto di Neonatologia - per permettere di lasciare, in una condizione strutturale che garantisce oltre alla sicurezza del neonato anche la privacy di chi lo deposita. È un luogo attrezzato di tutti i confort, e dotato di specifiche attrezzature mediche per il primo intervento e di eventuale soccorso medico».
Sarà presidiato con un sistema di controllo h.24, per cui, dal momento della richiesta di accoglienza, mediante il suono di un segnalatore posto all’esterno della botola, si azionerà una saracinesca, una volta alzata la quale comparirà un cesto di vimini dove adagiare il bambino. Una volta che il neonato sarà nella culla, la saracinesca si abbasserà e da quel momento in poi scatterà l’intervento dei sanitari.
Il personale preposto alla sorveglianza del presidio affiderà il piccolo ai medici. Successivamente si procederà secondo le disposizioni in vigore per i neonati non riconosciuti avviando le pratiche per l’adozione. Un’iniziativa che, su scala nazionale, pone Taranto al 54esimo posto, seconda in Puglia dopo Bari. La Culla è invece presente e molto diffusa in molti altri Paesi europei come in Germania, Slovacchia, Austria, Svizzera, Belgio, Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca. Aree geografiche apparentemente distanti per cultura, tradizioni, ma accomunate talvolta da storie di zone emarginate, dove vecchie e nuove povertà, comprese quelle che tanti migranti portano con sé, si fondono e per le quali serve dare delle risposte, aiuti concreti, ed un futuro migliore soprattutto a chi è indifeso.
Grande anche la soddisfazione dei rappresentanti di Teleperformance che hanno partecipato fattivamente all’iniziativa: «Non è stato semplice avere la meglio su burocrazia e scettismo ma finalmente da oggi è possibile dare un senso compiuto al grandissimo impegno di tutti coloro che hanno lavorato per portare a compimento il progetto La Culla per la Vita».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Mercoledì 21 Dicembre 2016 - Ultimo aggiornamento: 19:07